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15enne dipendente dal gioco d’azzardo: picchia e spinge la madre a prostituirsi


I comportamenti violenti dei figli rivolti contro i familiari sono una forma di violenza molto diffusa, che si esprime all’interno delle mura domestiche, solitamente contro il genitore più debole che non sa come reagire e difendersi. In queste situazioni, capita di frequente che il genitore bersaglio venga sommerso di insulti di ogni tipo, magari minacciato di aggressione fisica.

E’ proprio quello che è accaduto a Siracusa, dove un adolescente di soli 15 anni è stato accusato di maltrattamenti in famiglia e tentativo di estorsione, spinto ad agire in questo modo per colpa della sua forte dipendenza e ossessione dal gioco d’azzardo. Infatti, il ragazzo ha picchiato e colpito ripetutamente la madre con oggetti contundenti, tenendola segregata dentro casa, e per reperire il denaro da giocare nelle slot-machine la obbligava anche a prostituirsi. A nulla sono serviti i tentativi del fratellino più piccolo di 10 anni di bloccarlo, anche lui picchiato brutalmente. La vittima, nonostante fosse riuscita a scappare dalla loro abitazione, trovando una sistemazione a casa di amici, era stata rintracciata, continuando a subire questo tipo di violenze. Fortunatamente, qualcuno ha denunciato i fatti, sono scattate le indagini da parte dalle forze dell’ordine, che hanno fermato il 15enne, e la Procura dei minori di Catania ha emesso la misura cautelare nei suoi confronti, accompagnandolo presso una comunità.

Questo fatto di cronaca porta alla luce una problematica molto diffusa, ma allo stesso tempo sommersa: le violenze intra-familiari.

Nella maggior parte dei casi, infatti, i familiari non denunciano l’accaduto, poiché, trattandosi di minori, vogliono  evitare ai propri figli di avere a che fare con la giustizia oppure, sperimentando forti sensi di colpa per non averli saputi educare, lasciano correre gli episodi violenti, cercano di tollerare in silenzio, senza in realtà sapere come gestire la situazione.

Il dramma della ludopatia. Ragazzi tra giochi d’azzardo e scommesse online: quali numeri in  Italia?

Può sembrare assurdo trovarsi di fronte a reazioni incontrollate di un ragazzo così giovane, disposto a tutto perché mosso dal bisogno irrefrenabile del gioco, ma purtroppo tale patologia è molto più diffusa di quello che si possa pensare.


Secondo i dati rilevati dall’Osservatorio Nazionale Adolescenza su un campione di 11.500 adolescenti dagli 11 ai 19 anni, la ludopatia o dipendenza dal gioco d’azzardo è una problematica da non sottovalutare, che riguarda soprattutto i maschi:  il 14% dei ragazzi, dai 14 ai 19 anni, scommette online,  il 13% gioca d’azzardo in rete mentre il 25% si reca direttamente nei centri scommesse, anche se è vietato, circa 3 adolescenti su 10 hanno giocato nelle sale slot e oltre 6  su 10 tentano la fortuna con il gratta e vinci.

Le percentuali si abbassano nel campione dagli 11 ai 13 anni, anche se rimangono dati piuttosto allarmanti, in cui il 7% ha giocato d’azzardo online, l’8% è andato nei centri scommesse, circa 1 su 10 ha giocato nelle sale slot mentre il 54% ha acquistato i gratta e vinci. Dunque, con il trascorrere degli anni, la problematica tende ad aumentare e a radicarsi sempre di più.


Oggi, il fatto che si possa scommettere anche in tempo reale, favorisce un abuso del gioco e ci si rende molto meno conto del problema, in quanto il tutto si svolge con la mediazione continua delle risorse digitali.

Attenzione, dunque, perché il passaggio dall’abuso alla dipendenza è molto sottile e tante volte ci si trova incastrati nella rete dell’azzardo senza neanche rendersene conto, sfociando come in questo caso in drammi e tragedie familiari.

di Maura Manca