allergie smartphone

A 9 anni già connessi ai social network con il proprio smartphone


I ragazzi iniziano ad approcciarsi al mondo virtuale e ai social network ad un’età sempre più precoce.

Il dato è emerso da una ricerca dell’Università Cattolica di Milano (http://www.primaonline.it/wp-content/uploads/2015/09/Ricerca-FOSI-2015-eng.pdf), presentata a Roma in un convegno con il Family Online Safety Institute (FOSI), dove sono stati coinvolti 350 ragazzi di età compresa tra i 9 e i 17 anni. In un lavoro di ricerca svolto dall’Osservatorio sulle Tendenze e sui Consumi degli Adolescenti su 1335 adolescenti, è emerso che i ragazzi dichiarano mediamente di avere il primo smartphone intorno ai 10 anni (media 10,76; DS=1,786), ossia negli ultimi anni della scuola primaria.

Il cellulare è diventato il dispositivo principale dal quale connettersi e accedere in ogni momento ai social network: più di 8 ragazzi intervistati su 10 entrano sui profili Facebook attraverso lo smartphone. Il limite di età, posto nei termini di iscrizione ai social network, non sembra rappresentare un limite invalicabile per i più piccoli, anzi.

Per iscriversi a Facebook bisogna avere almeno 13 anni e per avere un account su Whatsapp l’età minima sale a 16 anni, salvo il consenso dei genitori. È risultato che più del 70% dei ragazzini, dai 9 ai 12 anni, possiede un profilo sui social network e utilizza applicazioni di messaggistica istantanea. Questo dato mostra la facilità con cui i più giovani mentono sulla propria data di nascita, spesso anche in accordo con i genitori, per cimentarsi nei social molto prima del limite stabilito.

Iniziano dunque a navigare in Rete sin da giovanissimi, con il rischio di imbattersi in esperienze pericolose, come il cyberbullismo, considerato dai ragazzi l’esperienza più devastante, l’esposizione a contenuti violenti, il sexting e l’adescamento di minori. Basti pensare che il 19% dei ragazzi accetta l’amicizia da parte di persone mai incontrate nella vita reale e il 6% invia informazioni personali a individui sconosciuti. È ancora tanta la strada da percorrere verso l’educazione a un uso più sicuro del Web da parte dei giovani.

I percorsi di informazione, sensibilizzazione e prevenzione devono coinvolgere, oltre ai ragazzi, anche le famiglie e la scuola per una maggiore consapevolezza dei possibili rischi che si insinuano nella Rete, prima che sia troppo tardi.

Redazione AdoleScienza.it

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