dispercezione corporea

Adolescenti a dieta e insoddisfatte del proprio corpo. Il ruolo dei selfie e dei social network


È indubbio ormai che le vetrine dei social pennellino il narcisismo degli adolescenti e questo è confermato dalla quantità di selfie presenti nelle bacheche dei più giovani. Il condizionamento dato dal numero dei like, la dipendenza dall’approvazione social condiziona non solo l’umore, l’autostima e la sicurezza personale ma anche da un punto di vista comportamentale spingendo queste ragazze a modificare il proprio corpo pur di venire bene nella foto e di sembrare più belle e a ricorrere a diete drastiche per essere approvate da un punto di vista sociale e social.

Crescere con l’ossessione dell’apparenza ed il non sentirsi mai abbastanza è estremamente dannoso ed è connesso a vissuti di profonda insicurezza e scarsa autostima.

La fascia più colpita in assoluto è quella pre-adolescenziale e adolescenziale, anche se in questi ultimi anni, l’età in cui si inizia ad avere una percezione distorta del proprio corpo si sta abbassando drasticamente: già a partire dai 7-8 anni d’età, le bambine, spesso, si lamentano di essere “grasse” e non si piacciono quando si guardano allo specchio e, per la maggior parte delle ragazze, l’aspetto estetico risulta essere fondamentale per una buona accettazione di sé e soprattutto per sentirsi accettate dal mondo circostante.

La paura del giudizio e la conseguente paura di sentirsi escluse ed emarginate, soprattutto dai coetanei, è alla base della messa in atto di comportamenti rischiosi per la salute, come restrizioni alimentari, diete ferree, sport eccessivo fino ad arrivare in casi estremi a sviluppare veri e propri disturbi dell’alimentazione.

Smartphone e apparenza: cosa si è disposti a fare per essere perfette?

L’aspetto che caratterizza maggiormente gli adolescenti di oggi sono i selfie, i famosi autoscatti che tappezzano i profili dei vari social network. Si va alla ricerca del selfie perfetto, si scattano tantissime foto e si sceglie la migliore, si fanno modifiche e si utilizza la luce giusta e i filtri migliori, ma tutto questo non sembra bastare: si è disposti a qualsiasi cosa pur di ottenere like, ad esempio il 13% ha seguito addirittura una dieta per piacersi di più nei selfie.

Questo bisogno di dover apparire a tutti i costi rischia di innescare, soprattutto nella psiche di tanti adolescenti, l’effetto molla che li porta ad osare, ad esagerare, e a realizzare fotografie provocanti, troppo intime e private, pur di ottenere approvazione social.

Circa la metà delle ragazze intervistate ritoccherebbe anche il proprio corpo con la chirurgia estetica e ha preso farmaci o altre sostanze per perdere peso.

Oltre 5 adolescenti su 10 (il 55%), sono influenzate anche dal vedere corpi magri e perfetti in rete e in tv, incrementando la voglia di voler essere come loro, e circa la metà, ritoccherebbe anche il proprio corpo con la chirurgia estetica oppure ha preso farmaci o altre sostanze per perdere peso. Infatti, il 65%, si sente più sicura di se stessa quando è più magra o raggiunge il proprio peso ideale, troppo basso per gli standard di “normalità” (Dati Osservatorio Nazionale Adolescenza, su 8000 adolescenti italiani).

Tracciamo un identikit: chi sono queste ragazze?

Si tratta, dunque, di ragazze alla continua ricerca di like e approvazione social, che seguono diete spesso “fai da te”, convinte che la donna più magra sia più accettata, e che hanno come modelli di riferimento i corpi statuari e magrissimi di fashion blogger, modelle e personaggi famosi. Infatti, tra le ragazze che seguono le fashion blogger (20%), il 15% dichiara di ridurre drasticamente il cibo per dimagrire, e il problema aumenta di gravità, se consideriamo la fascia compresa tra gli 11 e i 13 anni, dove il 23% delle preadolescenti vorrebbe essere una fashion blogger di successo, 4 su 10 sono influenzate negativamente dal vedere corpi magrissimi sui social e in tv, 3 su 10 hanno già seguito una dieta e secondo il 34%  il loro peso deve assolutamente diminuire.

Challenge e istigazione alla magrezza estrema: qual è il ruolo del web e della tecnologia?

Le Challenge o Sfide Social sono uno dei fenomeni più attuali e racchiudono tutte quelle catene che nascono sui social network in cui si viene nominati o chiamati a partecipare da altri attraverso un tag. Tra le più seguite, ci sono le sfide social incentrate sul corpo e sull’ispirazione al magro, a cui aderiscono 5 ragazze su 100, favorendo l’insorgenza o il mantenimento di un problema della condotta alimentare, anche sotto la soglia clinica, la quale è meno evidente e risulta più difficile da identificare, rimanendo troppo spesso una problematica nascosta e sulla quale risulta difficile intervenire efficacemente.

Le mode più conosciute legate all’ispirazione al magro sono: Thigh Gap (arco tra le gambe), Bikini Bridge (ponte, nel costume da bagno, sulla pancia), Sfida della clavicola, Belly Slot (fessura nella pancia) e Belly Button (far girare il braccio dietro la schiena fino a toccarsi l’ombelico), delle vere e proprie sfide di bellezza online, come se avessero il diritto di mostrarsi solo le ragazze magre e senza alcun difetto fisico.

Ovviamente, NON si sta parlando di causa, ma di tutta una serie di fattori che vanno a rinforzare negativamente una persona già vulnerabile, ovvero migliaia e migliaia di adolescenti insicuri e non a loro agio nel proprio corpo: infatti, in una fase delicata di crescita, questa continua esposizione a tali modelli, può favorire il bisogno di aderire a certi standard, fino a mettere in atto strategie drastiche con conseguenze dannose per la salute.


Purtroppo, viviamo in una cultura e in una società o in una “socialità” che non filtra questo tipo di contenuti, non tutela in alcun modo i ragazzi, anzi, vengono continuamente esposti a corpi scheletrici, spesso finti e ritoccati, in cui l’estetica assume una valenza centrale, fino a diventare l’unico aspetto su cui basare il proprio valore personale, accantonando totalmente gli aspetti emotivi e psicologici. 

Osservatorio Nazionale Adolescenza