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Adolescenti e sessualità: i ragazzi cercano su Internet, ma non ne parlano con i genitori


Gli adolescenti cercano in rete ogni informazione e ogni notizia, dall’alimentazione all’uso di alcol o droghe, alla sessualità e alle malattie sessualmente trasmissibili. Tanti click online per tutte le domande a cui non trovano risposta tra gli amici, a scuola o in famiglia; così su Google, sito di ricerca per eccellenza, una delle parole più cercate sembra essere proprio la parola “sesso”. I ragazzi, inoltre, usano la Rete per scambiarsi foto e video sessualmente espliciti, e anche la pornografia è accessibile in ogni momento della giornata.


Per gli adolescenti Internet è meglio di genitori ed esperti

Ragazzi e ragazze preferiscono il web, rispetto al confronto con esperti o genitori, perché è sempre accessibile, la risposta arriva velocemente e ci si sente meno giudicati. Fare una ricerca su internet, inoltre, permette di avere delle risposte senza doverne necessariamente parlare con gli adulti (perché si vergognano o hanno paura di non essere compresi) e senza dover dichiarare ai coetanei di non conoscere alcune informazioni, soprattutto quelle legate alla sessualità.

Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, il 36% dei ragazzi ha ricevuto indicazioni sul sesso parlando con gli amici, il 25% non ne ha parlato con nessuno, il 18% le ha trovate in Rete e solo in minima parte da genitori e scuola. Inoltre, i filmati pornografici online sono visti dal 24% degli adolescenti, a partire da età molto precoci, e spesso apprendono le informazioni sul sesso direttamente da questi siti.

Cosa comporta una sollecitazione senza filtri della sessualità?

Secondo un recente studio (Koletić, 2017) l’abuso di materiale pornografico in adolescenza sembra aumentare i vissuti di incertezza e preoccupazione per la sessualità e la tendenza a pensare e trattare il corpo dell’altro come oggetto, oltre che rendere più difficile il raggiungimento della soddisfazione. I ragazzi che fanno un più intenso ricorso alla pornografia sembrano aderire con maggiore frequenza anche a stereotipi di genere, sperimentando più aggressività nei rapporti intimi, sia agita che subita.

La pornografia dipinge un’immagine irrealistica della sessualità e della relazione, plasmando spesso aspettative che non saranno soddisfatte. Manca l’intimità, intesa come complesso di sentimenti e affetti, mancano le emozioni, l’imbarazzo, la tensione legata al potersi mostrare all’altro. Anche il piacere, inoltre, così tanto ricercato, è immediato e scontato.

Ma i ragazzi lo credono reale: il 53%, infatti, ritiene realistico il ritratto della sessualità fornito dalla pornografia, tanto che nel tempo si può innescare, nei maschi, una paura di non essere all’altezza delle aspettative e, nelle femmine, il timore di dover aderire al modello di donna proposto online (Martellozzo et al., 2016).

Contenuti a carattere sessuale sono presenti ovunque e sono ormai facilmente reperibili, per cui diventa compito imprescindibile dei genitori affrontare l’argomento con i propri figli, educarli a una sessualità responsabile e aiutarli a vivere con maggiore consapevolezza e meno rischi le prime esperienze intime. Per i genitori, spesso, diventa difficile parlare di sesso con i propri figli e si può fare l’errore di evitare o ignorare la questione, esponendo i ragazzi al rischio di adottare abitudini sessuali sbagliate e pericolose.

I primi contatti con la pornografia. Come comportarsi con i figli?

 

Redazione AdoleScienza.it

 

Riferimenti Bibliografici

Koletić G. (2017). Longitudinal associations between the use of sexually explicit material and adolescents’ attitudes and behaviors: A narrative review of studies. Journal of Adolescence, 57: 119-133.

 

Martellozzo E., Monaghan A., Adler J. R., Davidson J.,  Leyva R., Horvath M. A. H. (2016). I wasn’t sure it was normal to watch it. London: NSPCC. Revised May, 2017.