social e relazioni sentimentali

Amori 2.0: le relazioni di coppia ai tempi dei social e dei like


Sempre più spesso gli adolescenti si conoscono sui social network, oppure su vere e proprie app di incontri online. Conquistare un ragazzo o una ragazza, comunicargli il proprio interesse, cercare un primo approccio sembra più semplice se si può farlo con un “mi piace” messo a un post o a una foto sulla sua bacheca. Social, chat e piattaforme di dating, inoltre, sono disponibili 24 ore su 24, permettono di incontrare numerose persone esterne alla cerchia di amici e allargare gli orizzonti anche al di fuori del proprio paese.

Amori 2.0: il ruolo della Rete

La sempre più ampia diffusione delle nuove tecnologie ha modificato anche il modo di vivere le relazioni, soprattutto tra i giovanissimi: sono cambiate le modalità con cui si entra in intimità con l’altro e i social rappresentano per i ragazzi il luogo ideale per flirtare, comunicare e conoscere nuove persone.

Sembra, dunque, che gli adolescenti preferiscano il web per relazionarsi agli altri, e ciò potrebbe accadere perché spesso si sentono più liberi in un rapporto mediato da una chat, che li espone meno alle preoccupazioni di una relazione diretta; aspetto fisico, voce, carattere rappresentano aspetti di cui i ragazzi talvolta si vergognano e su cui non si sentono sicuri.

Soprattutto quando si tratta di relazioni di coppia e si stanno vivendo le prime esperienze di innamoramento e coinvolgimento, il web sembra venire in loro aiuto perché, protetti dallo schermo, riescono a esprimersi in modalità che forse non riuscirebbero a utilizzare nella realtà.  

In chat è meglio che dal vivo?

In un primo momento, successivo alla diffusione del web 2.0, le chat venivano usate soprattutto per corteggiare o “fare il filo” a una persona che si desiderava poi conoscere dal vivo. Oggi accade spesso che l’essere in contatto tramite chat e social sostituisca il contatto fisico, per cui può accadere che i ragazzi, pur scrivendosi costantemente, non si incontrino. È stato coniato, a questo proposito, il termine di “Long Digital Relationship”, ossia relazioni digitali a lungo termine, o anche “Textationship”, riferito a quei rapporti che si basano esclusivamente sullo scambio di post e messaggi scritti.


Dietro alla tastiera di uno smartphone, di un tablet o di un pc, tutto sembra diventare più facile, l’insicurezza svanisce come per magia, ci si sente meno responsabili, il non conoscere fisicamente l’altro tranquillizza, tutto sembra possibile, anche confidare aspetti o eventi di cui non si riuscirebbe a parlare dal vivo.


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Gli aspetti positivi: apertura e sicurezza

I social media sembrano consentire un utilizzo più strategico della comunicazione, permettono di usare differenti strategie per attirare l’attenzione dell’altro, sembrano facilitare la possibilità di individuare più velocemente caratteristiche e interessi comuni, di rompere il ghiaccio facilitando l’interazione e di aprirsi all’altro condividendo con meno timore (non sempre con la giusta gradualità) alcuni aspetti di sé più intimi o personali.

In adolescenza tutto ciò riveste una grande attrattiva, perché anche i ragazzi più timidi o introversi si sentono più sicuri e riescono ad aprirsi maggiormente nella comunicazione e nella relazione, parlando di sé ed esprimendo i propri interessi e le proprie passioni, cercando di incontrare chi è più simile a loro, sentendosi meno sotto pressione e lasciando spazio alle parole e alla riflessione.

Quali sono i rischi delle relazioni tecno-mediate?

Quando si vivono solo relazioni social, si rischia di costruire i propri profili sulla base dei consensi ricevuti, si valutano gli altri in base a post e foto condivise, si cercano le strategie migliori per far colpo al primo tentativo, poiché un incontro online non sempre concede seconde chance. Ci si può così sentire valutati e giudicati in base a quello che si posta e si condivide, in base a poche parole che si scrivono in chat e, per alcuni ragazzi, questo può portare alla paura di non esprimere realmente quello che si è, nascondendosi dietro a ciò che piace ad altri utenti.

E se anche un rifiuto può essere superato con più facilità, poiché non si vivono le emozioni che si sperimenterebbero dal vivo quando un altro ci dice di no guardandoci negli occhi, ciò priva però i ragazzi della possibilità di comprendere, elaborare e gestire efficacemente le emozioni.

Le relazioni e gli affetti vengono razionalizzati, si cerca di controllare se stessi e gli altri, e ci si affida soprattutto alla quantità dei contatti online. Il dialogo e l’attesa diventano faticosi, si cerca la propria approvazione sulla base di ciò che appare; e se questo può inizialmente regalare sensazioni di libertà e leggerezza, nel tempo può alimentare insicurezze e paure.

E’ importante, dunque, riflettere sul forte impatto che lo spazio virtuale ha nelle relazioni intime dei ragazzi e sui rischi di un uso inappropriato di tali strumenti: molti di loro, infatti, si rifugiano nel virtuale perché hanno bisogno di affetto e di contenimento, perché hanno paura del contatto, di non essere in grado di relazionarsi e temono un confronto diretto con gli altri.

Redazione AdoleScienza.it