slot pc

Azzardo adolescenziale o adolescenti d’azzardo?


Ormai il web e gli smartphone sono invasi da siti e da app in cui si può giocare, scommettere e sperare nella fortuna. C’è un’invasione di giochi d’azzardo, di siti per scommesse, poker, bingo e gratta e vinci. In tempo di crisi chi è che non spera nel vincere una bella somma per stare un po’ tranquillo? È anche molto semplice: basta iscriversi, inserire la propria carta di credito anche prepagata e iniziare a giocare. Sognare la vacanza dei sogni, una bella macchina, un extra di lusso, è lecito, ma fino a che punto si può arrivare?

Il problema reale è che i giocatori sono sempre più adolescenti, molti cresciuti tra le ricevute delle scommesse dei genitori, alcuni al fianco di madri o padri incastrati nel gioco online, altri, la maggior parte instradati dagli amici. Divertimento, curiosità, voglia di vincere, bisogno di soldi, sfida con se stessi e con la fortuna, bisogno di sperimentare la propria efficacia nello studiare i sistemi per vincere, esigenza di sentire l’adrenalina di una potenziale vincita, quella sensazione che eccita, che fa sperare per un attimo di essere il vincente, nel gioco, perché la stessa adrenalina i ragazzi di oggi non la riescono a vivere nella quotidianità vita, non cercano e non riescono ad essere vincenti nella realtà.

Non solo centri scommesse, ormai gli adolescenti si sono spostati online, si può scommettere fino all’ultimo secondo, si può puntare su qualsiasi cosa, si paga con carte prepagate non controllate dai genitori, si passano le ore con i giochi di carte e le slot, senza rendersene conto. Il difficile diventa riuscire a dare un limite al gioco e far sì che non si comprometta la propria quotidianità, gli studi e il rendimento scolastico ed il proprio portafogli. Spesso l’attesa del risultato è accompagnata da alcol o droghe che aumentano anche l’euforia provata. I ragazzi talvolta sopravvalutano la probabilità della riuscita positiva in base agli eventi precedenti, credono che il fatto che non abbiano vinto in precedenza li porti a vincere con maggiore probabilità. Questo meccanismo rischia di generare una sorta di circuito da cui è difficile uscirne, di dire “adesso è l’ultima”, senza rendersi conto che si sta entrando nel circuito dell’abuso che, soprattutto in una testa ancora in fase di sviluppo come quella degli adolescenti, conduce con molta più facilità ad una dipendenza patologica dal gioco d’azzardo. Il tutto è contornato dalla credenza assoluta che prima o poi la nostra sorte cambierà e che la fortuna stia per arrivare, per rimarcare il senso di giustizia che regna in noi, soprattutto nei momenti in cui abbiamo maggiore bisogno di compensare i nostri stati interni.

In genere i giocatori sono adolescenti tra i 15 e i 18 anni, sono quelli che escono, che hanno la paghetta, spesso amanti o addirittura fissati con lo sport, tendenzialmente il calcio. Rischiano maggiormente coloro che hanno meno problemi a perdere i soldi, che hanno i genitori che sovvenzionano le loro esigenze, rispetto agli adolescenti che hanno i soldi contati, che giocano con più parsimonia e rispetto del denaro. Online non sono monitorati e giocano quando e come vogliono, hanno gli smarpthone sempre connessi, hanno le app e quindi basta sono un touch, per le strade siamo ormai invasi da centri scommesse di ogni tipo in cui dovrebbero chiedere i documenti e da centri slot o da macchinette sparse dai bar ai tabaccai.

Online non c’è controllo, anche i più piccoli si possono muovere liberamente. Il problema è che diventa molto difficile riuscire a mettere un limite, un punto alla voglia di vincere e alla smania di scommettere, in rete è molto più difficile perché si perde con più facilità la cognizione del tempo che passa, non c’è nessuno che mette un freno ed un punto, rischiando di abusare di tutte queste attività fin dalla tenera età.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *