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Bambini digitalizzati, tra rischi e disintossicazione


Oggigiorno sempre più bambini vengono abituati a stare molto tempo davanti a videogiochi, tablet, smartphone e televisione. Trascorrono ore e ore con lo sguardo fisso su uno schermo, senza interagire con le persone e con l’ambiente che li circonda. Il bisogno di sperimentarsi, muoversi, esplorare e conoscere è imprescindibile, soprattutto durante la crescita, ed è alla base di un sano sviluppo psico-fisico.

Solo attraverso le attività esperienziali e di sperimentazione dell’ambiente che lo circonda, fondate sulla curiosità e conoscenza, il bambino potrà crescere in maniera più equilibrata, entrando anche in relazione con le persone che costellano il suo ambiente di fiducia, sia familiare che scolastico. I cinque sensi dovrebbero essere continuamente stimolati, offrendo la possibilità di toccare, osservare, annusare, sentire e gustare. Uno schermo, certamente, offre una stimolazione limitata e i “nativi digitali”, a causa di un uso scorretto in termini di uso eccessivo di tali dispositivi, rischiano di non sviluppare correttamente questi aspetti e altri fondamentali per la crescita come la sensazione di camminare a piedi scalzi sull’erba, di sentire la sabbia tra le dita o di non saper cosa fare davanti ad un foglio e a dei pennarelli.

Tablet, smartphone e schermi vari creano una sorta di ipnosi nel bambino, in quanto spesso è talmente tanto assorbito da quello che vede o che sta facendo da estraniarsi totalmente dal contesto in cui si trova, come se si trovasse “su un altro pianeta”. Tante volte capita ai genitori di chiamare più volte il figlio e di non ricevere alcuna risposta. Quando si arriva a questo tipo di coinvolgimento si rischia che si crei un rapporto esclusivo con un oggetto che, in quanto tale, non offre uno scambio costruttivo, un confronto e una relazione affettiva reale. Nei casi più importanti si rischia di rimanere intrappolati nel mondo virtuale ed arrivare a privilegiare i rapporti instaurati con i personaggi di fantasia, perdendo di vista la vita vera e il rapporto con i compagni, con gli amici e con i genitori.

Un recente studio americano (UCLA, 2014) ha messo in luce come le abilità sociali dei bambini, come ad esempio aiutare un compagno o saper chiedere aiuto, rispettare i turni nella parola e nel gioco, l’empatia, la sensibilità, il saper ascoltare e la capacità di comprendere le emozioni delle altre persone, siano in declino in quanto sono diminuite le interazione faccia a faccia e le relazioni reali nella vita di tutti i giorni. Sicuramente la tecnologia offre una serie di vantaggi per chi la utilizza, come ad esempio la possibilità di svolgere delle azioni in multitasking in quanto permette di gestire più attività contemporaneamente oppure l’acquisizione di capacità cognitive fuori dal comune. E’ sempre importante NON sottovalutare i rischi e le dirette conseguenze di un abuso degli oggetti tecnologici.

La situazione è irreversibile? Lo studio in questione suggerisce una possibile soluzione: sono sufficienti pochi giorni senza questi dispositivi e avere più interazioni faccia a faccia, per aumentare le competenze sociali nei ragazzi. I ricercatori dell’UCLA hanno diviso alcuni ragazzi preadolescenti di 11-12 anni in due gruppi: per 5 giorni ad un gruppo non è stato permesso di utilizzare nessun mezzo tecnologico mentre l’altro ha continuato ad utilizzarli quotidianamente. Successivamente, sono state mostrate ai ragazzi 48 immagini di volti e gli è stato richiesto di identificare e riconoscere i sentimenti e le emozioni che osservavano. Ciò che è emerso da questa ricerca è che i ragazzini che avevano trascorso cinque giorni senza nemmeno guardare una volta lo smartphone, la televisione o qualsiasi altro schermo digitale sono riusciti con meno difficoltà a leggere, a dare significato alle emozioni e a riconoscere i segnali della comunicazione non verbale nell’altro, rispetto al gruppo che aveva continuato a trascorrere molte ore al giorno davanti ai loro dispositivi.

Le nuove tecnologie hanno sicuramente conseguenze importanti sullo sviluppo cognitivo ed emotivo dei bambini e degli adolescenti che possono rischiare di perdere il contatto con la realtà. La responsabilità NON è della tecnologia in sé, ma dell’uso che se ne fa e del ruolo degli adulti nell’educarli ad un corretto utilizzo.

Redazione AdoleScienza.it

 

Riferimenti Bibliografici

University of California – Los Angeles (2014). In our digital world, are young people losing the ability to read emotions?. ScienceDaily. (www.sciencedaily.com/releases/2014/08/140822094240.htm)

 

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