videogiochi

Bambini e videogiochi. Cosa c’è da sapere e come comportarsi?


Negli ultimi anni, sono sempre più numerosi i bambini e i ragazzi che si appassionano ai videogiochi e che vengono calamitati dagli schermi, trascorrendo moltissime ore a giocare.

I genitori solitamente si preoccupano che i figli trascorrano troppo tempo davanti ai videogiochi, hanno paura che possano sviluppare una dipendenza, che possano ispirare alla violenza e che riducano il tempo del gioco libero e all’aria aperta. Si chiedono, quindi, se i giochi elettronici abbiano effetti positivi o negativi, se presentino realmente delle potenzialità o se vadano banditi completamente.

Videogiochi per bambini: sì o no?

In realtà, ciò che bisogna comprendere è che, così come qualsiasi strumento elettronico, non sono di per sé mezzi negativi o positivi ma tutto dipende dall’uso che se ne fa. I videogiochi, infatti, se utilizzati correttamente, permettono anche di sviluppare tutta una serie di capacità importanti come la concentrazione e le abilità ricreative. Non bisogna, dunque, demonizzare questi strumenti ma favorirne un utilizzo adeguato ed è una responsabilità che spetta ai genitori, sin da quando i figli sono piccoli.

La condivisione con i genitori è importante. Per quale motivo?

È inutile che il genitore si ponga a debita distanza dai dispositivi elettronici e dai videogiochi perché fanno parte della realtà dei figli, i quali non vanno lasciati soli e hanno bisogno di una guida nell’educazione all’uso di questi mezzi.

Il gioco, anche quello digitale, se supervisionato da un adulto, permette al bambino di fare nuove esperienze, imparare a regolare le emozioni, a risolvere piccoli problemi, a gestire le frustrazioni e ad affrontare le sconfitte. Può diventare un momento importante, dove i genitori, invece di porsi a debita distanza, possono creare un’occasione unica di confronto con il figlio, un modo di conoscersi e condividere del tempo insieme.

I genitori devono essere parte attiva, sia nella scelta dei videogiochi più idonei da comprare, sia nel monitoraggio costante, stabilendo con i figli delle regole e dei confini nelle modalità e nei tempi di utilizzo.

Infatti, tra le raccomandazioni dell’American Accademy of Pediatrics (https://www.aap.org/en-us/Pages/Default.aspx), ad esempio, si consiglia di evitare l’utilizzo di schermi elettronici ai bambini al di sotto dei 18 mesi, troppo piccoli per elaborare il bombardamento di decine di stimoli visivi e sonori.

Bisogna stare attenti ed evitare di usare, sin dalla primissima infanzia, i videogiochi come “babysitter” o come “ciucci digitali”, con l’obiettivo di tenerli fermi e di farli stare buoni: si tratta di un comportamento diseducativo che rischia di avere delle ripercussioni importanti nelle fasi successive della crescita, in cui non riescono più a farne a meno. I bambini hanno bisogno di equilibrio e di confini, ed è importante che imparino che, se si gioca ai videogiochi, ci sono delle regole e c’è sempre un limite di tempo da rispettare.

Figli che non riescono a staccarsi dai videogiochi. Cosa devono fare i genitori?

È necessario inoltre NON comprare o permettere l’utilizzo di certi videogiochi ai figli, senza conoscerne il contenuto e senza fornirgli quegli strumenti che possono fungere da filtro.

È dunque importante fare attenzione alle informazioni riportate sulle confezioni dei videogiochi (http://www.pegi.info/it/index/id/275/) che permettono di avere un’indicazione sull’adeguatezza del gioco in base all’età del minore. Sono presenti anche dei descrittori sul retro della custodia che descrivono, in maniera più specifica, il contenuto del videogioco: linguaggio scurrile, discriminazione, paura, droghe, gioco d’azzardo, sesso, violenza, gioco online.

Per gioco online, si intende la possibilità di giocare connessi ad Internet con altri giocatori, anche persone sconosciute che si possono trovare anche dall’altra parte del mondo. Finché il bambino non sarà abbastanza grande, andrebbe evitata questa modalità di gioco, perché sono presenti troppi pericoli in rete, come la presenza di adulti malintenzionati che sfruttano proprio questi mezzi di intrattenimento per adescare i minori.

Molto spesso i bambini chiedono ai genitori di comprare un gioco che magari hanno visto a casa di un amico o su Internet per cui bisogna sempre verificarne l’adeguatezza, vedere di cosa si tratta, monitorare mentre gioca e fungere da filtro, fornendo al figlio gli strumenti necessari per approcciare in maniera adeguata a tali strumenti anche in futuro.

Redazione AdoleScienza.it