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Bambini incollati agli schermi di smartphone e tablet: a quali segnali fare attenzione?


È ormai molto frequente vedere bambini, anche piccolissimi, nei ristoranti, nei centri commerciali o in viaggio, stare con lo smartphone o il tablet in mano a giocare, guardare video, ascoltare canzoncine o disegnare con apposite applicazioni.

Sin dalla nascita, si ritrovano totalmente circondati dagli strumenti tecnologici e iniziano da subito a digitare i tasti di smartphone e tablet: parliamo di oltre 3 adolescenti su 10 che hanno avuto modo di utilizzare uno smartphone a partire dai 2 anni di età, con la possibilità di accedere alla rete e alle applicazioni del telefono (Dati Osservatorio Nazionale Adolescenza Onlus).

Bambini anestetizzati davanti agli schermi: perché è rischioso?

Cosa succede se un bambino piccolo resta con lo sguardo fisso davanti ad uno schermo a giocare o a guardare video su YouTube, senza interagire con coetanei o adulti? Che sarà facilmente assorbito da quello che sta vedendo o facendo tanto da estraniarsi, come se fosse anestetizzato. Ormai, infatti, tablet e smartphone sono diventati i nuovi “ciucci digitali”, in grado di placare qualsiasi capriccio dei bambini e di tenerli buoni.

È vero, il pianto si ferma come per magia, i bambini tornano ad essere tranquilli, ma non si sta tenendo conto di tutti quei rischi per la salute legati a un uso eccessivo dei dispositivi tecnologici.

Da un recente studio (Bozzola et al., 2018), è emerso che l’esposizione dei bambini piccoli alla tecnologia può interferire con lo sviluppo, il benessere, il sonno, la vista, l’ascolto e la relazione genitore-figlio. I pediatri italiani hanno così consigliato di non far utilizzare mai i dispositivi multimediali ai bambini al di sotto dei 2 anni di età, durante i pasti, almeno per un’ora prima di andare a letto, in caso di app ad alto ritmo o con contenuti violenti e come “ciuccio emotivo” per tenerli buoni.

In questo modo, infatti, non si fa che delegare la gestione del bambino ad un oggetto. I bambini hanno bisogno di equilibrio in tutti gli aspetti della vita, anche tra quello che è reale e quello che è virtuale e devono capire che c’è uno spazio per fare una cosa e uno per farne un’altra.

La responsabilità non è della tecnologia in sé, ma dell’uso che se ne fa

Se si normalizza troppo questa invasione tecnologica, si rischia di intaccare il consolidamento di quei confini psichici nei bambini che non gli permetteranno di proteggersi dai pericoli e di sviluppare tutta una serie di competenze sociali. Spesso poi gli adulti non controllano le attività dei più piccoli, sopravvalutano le loro capacità di comprendere ciò che vedono sullo schermo e non conoscono le potenzialità e i rischi dei dispositivi.

Se tv, smartphone e tablet vengono usati in modo appropriato all’età e condiviso con i genitori possono anche essere utili per il divertimento, lo svago e lo sviluppo di alcune competenze.

Sin dai primissimi contatti con la tecnologia è importante però dare il buon esempio ed educare i figli verso un uso corretto, supervisionato dalla presenza dell’adulto e che non sottragga tempo e spazio alle relazioni.

Redazione AdoleScienza.it

Riferimenti Bibliografici

Bozzola E., Spina G., Ruggiero M., Memo L., Agostiniani R., Bozzola M., …, Villani A. (2018). Media devices in pre-school children: the recommendations of the Italian pediatric society. Italian Journal of Pediatrics, 44(1), 69.