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Bimbi sommersi da video, foto e giochi: il cancro è scongiurato, ma attenti alle dipendenze. Un’intervista di Maura Manca sul Quotidiano Nazionale


Recenti studi scientifici assolvono i cellulari dai tumori, anche se l’opinione comune non è particolarmente convinta.

Nonostante questi risultati, è importante non  abbassare mai la guardia e sottovalutare l’impatto che l’uso e l’abuso dello smartphone può avere sulla nostra psiche, sul nostro umore, sulle nostre emozioni e, di conseguenza, sul nostro corpo, senza ovviamente puntare il dito contro, perché non ci sono solo aspetti negativi.

Infatti, sono tanti gli elementi a favore dell’utilizzo quotidiano dello smartphone : è certamente  uno strumento utilissimo per velocizzare, agevolare, facilitare e rendere tutto più “smart” e a portata di tutti.

Di tutto questo ne abbiamo parlato l’8 agosto 2019 sul Quotidiano Nazionale, in un articolo approfondito di Alessandro Belardetti con l’intervista alla dott.ssa Maura Manca, psicoterapeuta e presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza.

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L’analisi degli studi scientifici assolve il cellulare dei tumori. Ma non sono state passate in rassegna le dipendenze che provoca nei bimbi e adolescenti.

“L’evoluzione tecnologica è stata estremamente rapida e il nostro adattamento ha impattato da un punto di vista psicologico. La salute fisica e mentale vanno a braccetto: noi facciamo l’errore di pensare solo a uno dei due aspetti. L’uso massiccio della tecnologia ci bombarda di stimoli al cervello, queste sollecitazioni in una vita frenetica portano allo stordimento”.

Se per la salute vengono sgonfiati gli allarmi sui ragazzi, quali sono i rischi invece nella vita quotidiana?

“Si abbassano produttività e concentrazione, dunque il rendimento scolastico. Sono vittime dello stato di allerta costante: il telefono vicino li costringe a concentrarsi su cosa può arrivare tra mail, messaggi, notifiche. Questa condizione, anche di notte, crea uno stress psicofisico che rovina umore e salute. L’uso notturno è il più pericoloso: dai minuti prima di dormire che rallentano l’addormentamento, alla scadente qualità del sonno che comporta una grave deprivazione. Poi c’è la distrazione: molti rischiano di inciampare, di fare incidenti in auto. Infine, i genitori non correggono i figli che stanno piegati su se stessi con le mani rattrappite sullo smartphone e da grandi avranno danni importanti”.

E’ possibile educare al corretto uso dello smartphone?

“L’educazione è possibile, anche perché oggi non si può evitare la tecnologia: dalle case alle scuole”.

È costruttivo l’uso dei cellulari in classe?

“Sì e no. Non deve essere solo cellulare o solo libro, altrimenti non lavoriamo con alcune parti del cervello. Serve un mix dei due sistemi: i giovani non devono perdere la capacità di scrivere o elaborare pensieri, ma vanno incuriositi con la tecnologia”.

Da che età fare utilizzare il cellulare ai figli?

“Da neonati non ha senso perché serve l’interazione col mondo a livello psicomotorio e per l’attività prensile. Se un bimbo passa i primi due anni fotografato o ripreso 24 ore al giorno, ha già in sé un abuso dello smartphone. A 4 anni guardare gli YouTuber o a 6 anni giocare a Fortnite non va bene”.

Spesso i genitori,per poter cenare al ristorante, piazzano il bimbo davanti allo smartphone.

“I bambini non hanno regole, a partire dai pasti. Il genitore perde poco tempo dietro al figlio e attraverso un iPad pensa di risolvere il problema, ma ne crea un altro”.

Insomma, la crescita dei giovani sarebbe migliore o peggiore senza smartphone?

“Stanno crescendo diversi, non si può più paragonare l’età evolutiva. Tutto è rimodulato al mondo digitale, il problema è l’adulto che deve adattarsi e non portare i ragazzi alla dipendenza”.

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