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Binge watching. La nuova moda dell’abbuffata di programmi e video


Binge watching (da binge, abbuffata, e watching, visione) è un termine inglese che si riferisce al guardare programmi televisivi per un periodo di tempo eccessivamente prolungato, consecutivamente e senza soste. Tanti sono gli adulti e gli adolescenti che, appassionati da serie o programmi televisivi, non riescono a staccarsi dallo schermo di tv, computer e tablet e restano svegli fino alle prime ore del mattino.

In un’era iper-tecnologica le forme di dipendenza si sono ampliate: si possono trascorrere ore e ore davanti al pc su siti e programmi differenti, senza riuscire ad interrompere la navigazione: dai Social Network ai siti di gioco o scommesse on line, dai siti dedicati alla pornografia a quelli che trasmettono ininterrottamente le puntate di qualsiasi serie tv. Nel Binge Watching la persona può arrivare a isolarsi, quasi ogni giorno per diverse ore, con il solo desiderio di guardare la serie che sta seguendo, arrivando talvolta a perdere il contatto con la realtà circostante. L’alimentazione e il sonno ne vengono intaccati, così come il lavoro, lo studio e le relazioni sociali

Un legame tra binge watching e depressione?

Secondo uno studio dei ricercatori della University of Texas, presentato alla 65ma Conferenza annuale dell’Associazione Internazionale delle Comunicazioni (http://www.icahdq.org/conf/) e condotto su persone tra i 18 e i 29 anni, la probabilità di rifugiarsi in queste “abbuffate tecnologiche” è maggiore se ci si sente soli e depressi. Le analisi, infatti, hanno evidenziato una correlazione tra solitudine, depressione e propensione a star chiusi in casa davanti alla televisione o al computer, usando questa attività per eliminare le emozioni negative sperimentate. Al binge watching, inoltre, possono nel tempo legarsi problemi come affaticamento, obesità e disturbi cardiaci (spesso legati alla sedentarietà).

Sebbene il legame tra binge watching e salute mentale sia ancora da approfondire, e lo studio presentato sia stato eseguito su un campione relativamente ristretto, è importante considerare come alcuni fattori psicologici (solitudine, depressione e mancanza di autocontrollo) possano rappresentare degli indicatori, in generale, anche di altri comportamenti compulsivi (ad esempio, gioco d’azzardo patologico).

Quali possono essere i campanelli d’allarme?

Ovviamente, essere appassionati di una serie (tv o su canali internet) e trascorrere del tempo nella propria giornata guardandola, non è un indicatore di difficoltà o di disagio. È, però, importante riconoscere quando quasi tutta la giornata o molte ore di essa sono incentrate per i ragazzi nella visione della serie a cui si sono appassionati, fino a compromettere le relazioni e il tempo libero (ad esempio, non escono con altri amici pur di non perdere un episodio) o la scuola (non riescono a concentrarsi, a prestare attenzione o non studiano per restare incollati a pc o tablet). È importante, dunque, essere attenti, conoscere e condividere interessi e passioni dei ragazzi, comprendere le motivazioni che li spingono a cercare rifugio nel virtuale, educarli ad un corretto uso della rete e della tecnologia, offrire spazi di dialogo e condivisione.

Redazione AdoleScienza.it

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