Il cellulare ha cambiato l'organizzazione del pensiero

L’uso del cellulare ha cambiato l’organizzazione del pensiero


Soprattutto  in questi ultimi anni le nuove tecnologie hanno modificato lo stile di vita e di consumo degli adolescenti. In particolare, il telefono cellulare, è diventato il mezzo di comunicazione principale tra i più giovani, sempre più tecnologici e preparati nell’utilizzare tutte le funzioni multimediali. Questo aspetto li ha portati a diventare il gruppo sociale maggiormente responsabile dell’innovazione e reinvenzione di questo mezzo di comunicazione, ridefinendo le funzioni e l’utilizzo del cellulare stesso, fornendogli un’identità adattabile alla @generation. Infatti, la maggior parte delle funzioni, icone, collegamenti e App di oggi sono indirizzate agli adolescenti.

Cos’è cambiato?

Gli adolescenti hanno:

riscritto la lingua italiana, uccidendola e adattandola alla tecnologia;

inserito come modalità comunicative immagini e video;

annullato anche la comunicazione verbale scritta.

Ormai non si comunica più neanche attraverso le telefonate, ma si scrivono solo messaggi istantanei o si mandano immagini.

Per risparmiare tempo non si parla più con il compagno di classe o di squadra, si fa un gruppo e tutti comunicano a tutti in un istante. Anche i compiti e le informazioni scolastiche vengono scambiate sui social network e tramite le App di Instant Messanger e, se non si possiede un cellulare moderno, si rischia di essere tagliati fuori dal gruppo. In questo modo non si è più autonomi neanche nel fare i compiti perché tramite le foto, si può verificare o copiare quello che fa l’altro, annientando l’aspettativa del sarà fatto bene o male o di quello che potrà dire la professoressa.

Come è organizzato il pensiero in adolescenza?

Durante il periodo adolescenziale il ragionamento non è più di tipo concreto (basato su quello che si vede nella realtà), ma inizia ad essere più astratto, in grado di fare ipotesi e deduzioni e di dare spazio alla logica formale come quella della matematica. Il pensiero logico permette di analizzare qualsiasi cosa e di astrarre, cioè di tirare fuori l’essenziale e di farne una sintesi, valutarne le proprietà, ordinare e quant’altro. Esiste anche una forma di pensiero che possiamo chiamare “produttivo” che, come dice la parola stessa, “produce” delle strategie per risolvere i problemi creando, per esempio, delle alternative a livello mentale per arrivare alla conclusione più immediata.  Questa forma di pensiero si attiva ogni volta che siamo davanti ad una situazione problematica, ossia ad una qualsiasi situazione a cui dobbiamo trovare una soluzione. Un altro aspetto del pensiero particolarmente importante è quello “deduttivo”. Dedurre significa trarre, derivare e applicato al ragionamento logico significa trarre una conclusione logica conseguente alle premesse di partenza.

In che modo l’uso degli smartphone ha modificato l’organizzazione del pensiero?

Il massiccio uso che si fa delle comunicazioni multimediali e il linguaggio sintetico utilizzato rischiano di inserirsi tra le funzioni cognitive ed emotive degli adolescenti che sono ancora in via di sviluppo, predisponendoli ad una strutturazione di una forma di pensiero che può risultare eccessivamente sintetica.  La creatività, intesa come capacità di rendere concreta un’idea, in questo modo è azzerata.

Si sta affievolendo sempre di più la capacità di:

pensare

e

realizzare.

Si è arrivati ad avere un’immediatezza nell’esecuzione e non nell’elaborazione, perché è pur vero che si deve imparare ad utilizzare la App, ma una volta appreso il processo, si tende a farlo sempre più velocemente, senza più pensare.

Attenzione!

Ragionando ed eseguendo nell’immediato si riduce la capacità di risoluzione di problemi.

Gli adolescenti non si sforzano più di ricordare e incorrono nel rischio di rallentare le funzioni cognitive. In quest’ultimo periodo sono nate anche le applicazioni che archiviano tutto ciò che l’utente reputa importante e gli rammentano pure di scrivere quando passano troppi giorni senza inserire dati.

I ragazzi perdono ulteriormente l’autonomia perché delegano tutto ad uno smartphone. Il legame dipendenza che caratterizza la relazione genitore-figlio, viene spostato su un oggetto che sta sempre con loro in grado di fornirgli le risposte che dovrebbero dare i genitori.

Ormai gli adolescenti hanno i cellulari talmente carichi di applicazioni che gli organizzano la vita anche nel quotidiano, dal ricordargli le cose da fare, a dirgli la strada che devono percorre, in poche parole la tata reale di quando erano bambini è stata sostituita con la SmartTata.

 di Maura Manca

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