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Corpo-oggetto e social network: quali nuovi rischi per le adolescenti?


Basta dare uno sguardo ai social media per accorgersi dell’esposizione continua di belle ragazze, in cui viene posta particolare enfasi a corpi magri, statuari e sensuali.

L’utilizzo smodato del web e dei social network, sembra aver ancora di più peggiorato tale tendenza culturale, offrendo un’immagine della donna falsificata, non rispecchiante la realtà e basata sull’apparenza.

L’ossessione per l’aspetto esteriore non fa altro che consolidare l’idea di un corpo femminile “oggettivato”, ossia di un corpo da usare ed esporre, in cui vengono privilegiate le caratteristiche fisiche piuttosto che gli elementi essenziali della persona, come tratti di personalità e qualità intellettuali.

Uno studio condotto nel Regno Unito (Fardouly et al., 2015) ha voluto indagare il rapporto tra l’utilizzo dei social media e la propensione a considerare il proprio corpo come un oggetto. I ricercatori hanno coinvolto 150 ragazze, di età compresa tra i 17 e i 25 anni, a cui è stato chiesto di indicare il tempo trascorso sui social media, la tendenza a paragonare la propria immagine con quella degli altri e le caratteristiche personali considerate più importanti.

È emerso che le giovani trascorrono il 40% del loro tempo giornaliero a navigare su Facebook, monitorano gli aggiornamenti ma soprattutto osservano costantemente foto, comparando la propria immagine con quella di vecchi scatti personali e con quella di altre ragazze.

Si tratta di un atteggiamento compulsivo in cui si considera il proprio corpo come un oggetto da valutare e osservare, come farebbe un occhio dall’esterno. Inoltre, le ragazze tendono a dare maggiore importanza alle caratteristiche legate all’apparenza, come il peso, la forma fisica, il sex appeal piuttosto che ad aspetti interiori, come la salute e le competenze personali.

Il riconoscimento di sé rischia di passare esclusivamente attraverso il corpo, un corpo messo a paragone, non solo con le modelle, ma anche con le foto di amiche e coetanee, rispetto alle quali percepirsi inadeguate solo per l’ideale estetico.

Si tratta di una tendenza che, soprattutto in una fase delicata come quella adolescenziale, sembra avere ripercussioni psicologiche sulle ragazze, attivando in loro ansia e senso di vergogna per il proprio corpo, con il rischio anche di imbattersi in sintomi depressivi, disfunzioni sessuali e disturbi alimentari.

 

Redazione AdoleScienza.it

 

 

Riferimenti Bibliografici

Fardouly J., Diedrichs P. C., Vartanian L. R., Halliwell E. (2015). The mediating role of appearance comparisons in the relationship between media usage and self-objectification in young women. Psychology of Women Quarterly, doi: 0361684315581841.

 

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