vibrazione fantasma

Cos’è la Sindrome da vibrazione fantasma?


Spesso capita di sentire o di avere la percezione che il telefono stia squillando, soprattutto se è in modalità silenziosa, mentre è in tasca o nella borsa, per poi accorgersi che in realtà si era solo immaginato il suono o la vibrazione.

Cos’è la Sindrome da vibrazione fantasma?

Nel Macquarie Dictionary Online viene definita tale condizione come Sindrome da vibrazione fantasma e corrisponde ad “una sindrome caratterizzata dalla costante ansia in relazione al proprio telefono cellulare e dalla convinzione eccessiva se non ossessiva che il telefono vibri per una chiamata o un messaggio in arrivo quando in realtà non è cosi” (Macquarie Dictionary Online) (https://www.macquariedictionary.com.au/news/view/article/5/).

Non è la prima volta che si parla di questo fenomeno: già nel 2006 da alcuni studi inglesi vennero individuati i termini di ringxiety che deriva dai termini inglesi ringer (squillo) e anxiety (ansia) e vibranxiety dai termini inglesi vibration (vibrazione) e anxiety (ansia), che correlavano la sensazione di percepire suoni o vibrazioni, quando non erano presenti, all’ansia dovuta dall’attesa di dover ricevere una chiamata, un messaggio o una mail. In questa circostanza, il nostro corpo, per poter placare l’ansia, reagisce anticipando la percezione reale “immaginandola”. Quindi, più una persona è ansiosa, maggiore è la probabilità che si manifesti la sindrome da vibrazione fantasma, associata inoltre anche all’uso massiccio dei telefoni cellulari (Arora, Hermann, Rothberg et al., 2010).

Chi è più esposto alla sindrome?

La Sindrome da Vibrazione Fantasma è una condizione patologica legata al nostro tempo, dell’era tecnologica, che evidenzia come l’abuso di tali oggetti abbia un impatto importante sulla nostra psiche e sul nostro corpo, andando ad interferire anche sulla nostra quotidianità. La popolazione maggiormente coinvolta da questa problematica è rappresentata dagli adolescenti che vivono in attesa costante di una notifica, di un messaggio, di una chiamata perché la loro modalità comunicativa è tecnomediata e “parlano” attraverso l’uso degli smartphone.

In particolare, nel 2012, è stata condotta negli Stati Uniti un’indagine che ha coinvolto più di 300 studenti universitari, presso il Dipartimento di Psicologia dell’Indiana University (Purdue University Fort Wayne). Dallo studio è emerso che più dell’89% del campione intervistato ha confessato di sentire vibrare il telefono quando in realtà non era vero e che circa 9 partecipanti su 10 hanno dichiarato che questo problema era poco fastidioso o comunque irrilevante. Gli autori in questione hanno sottolineato quanto il cellulare sia ormai divenuto un prolungamento della nostra identità, dimostrando che tali percezioni sono qualcosa di “normale” che sono entrate a far parte della quotidianità. Di conseguenza, risulterebbe importante cercare di riuscire a prendersi una “pausa tecnologica” durante la giornata, dedicandosi ad attività non tecnologiche e magari rilassanti, senza così correre il rischio di poter avere una sorta di allucinazioni! (Drouin, Kaiser e Miller, 2012).

 

Riferimenti Bibliografici

Arora A., Hermann J., M. B. Rothberg et al. (2010). Phantom vibration syndrome among medical staff: a cross sectional survey. British Medical Journal (http://www.bmj.com/content/341/bmj.c6914.long).

Haupt A. (2007). Good vibrations? Bad? None at all?. USA Today Journal, 12 Giugno 2007.

M. Drouin, D. H. Kaiser e D. A. Miller (2012). Phantom vibrations among undergraduates: Prevalence and associated psychological characteristics. Computers in Human Behavior, 28 (4): 1490–1496(http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0747563212000799)

 

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