smartphone bambini shutterstock

Cyberbulli e cybervittime già a 8 anni: attenzione anche ai giochi online


Il cyberbullismo, ossia l’insieme delle diverse forme di prevaricazione messe in atto attraverso i mezzi tecnologici, rappresenta un’emergenza sociale che, sempre più frequentemente, coinvolge bambini e adolescenti, sin dalla scuola primaria, con esiti e conseguenze devastanti.

Conoscere quali sono i vari contesti e le varie realtà che i bambini, già da 7-8 anni, frequentano online, anche quelli che possono sembrare più sicuri e protetti dal rischio dell’adescamento o del cyberbullismo, è fondamentale per comprendere in modo adeguato le loro esperienze e l’impatto che può avere l’utilizzo indiscriminato di determinati strumenti o applicazioni.

 

Le nuove forme di cyberbullismo e le gravissime conseguenze di essere una cybervittima

 

Bambini e ragazzi iperconnessi sono più a rischio

Sebbene il fenomeno del cyberbullismo possa verificarsi ad ogni età, basti pensare dell’utilizzo frequente ed eccessivo che i bambini fin dalla più tenera età fanno di smartphone, tablet e internet, si tende spesso a focalizzarsi soprattutto su preadolescenti e adolescenti. Tuttavia, bisogna prestare molta attenzione alle possibili manifestazioni del fenomeno già nei bambini della scuola primaria.

A 7- 8 anni, infatti, i bambini utilizzano ormai quotidianamente dispositivi tecnologici e connessione internet per svolgere le più svariate attività online, soprattutto quelle legate ad applicazioni e piattaforme di gioco, che possono sembrare un innocente svago, ma troppo spesso rischiano di trasformarsi in luogo di prese in giro e prevaricazioni, nascoste agli occhi degli adulti.

Kowalski e Giumetti (2016) hanno evidenziato come in bambini tra gli 8 e gli 11 anni, ben l’85% utilizzasse frequentemente la rete, accedendo in alcuni casi direttamente nella propria camera con un computer fisso (14%) o da un proprio smartphone personale (12%). Non sorprende ormai, ma è molto importante da considerare, il dato secondo cui i bambini dichiarano di utilizzare la connessione soprattutto per giocare a giochi on-line, sin da quando avevano 5 anni.


I bambini hanno facilmente accesso a social media e piattaforme dove potenzialmente possono incappare nel cyberbullismo, attraverso giochi online, chatroom (spesso legate e attivate a partire dai giochi, per conversare con gli altri partecipanti) e social network, il cui utilizzo avviene spesso senza controllo da parte degli adulti, esponendoli anche al rischio di adescamento.


Attenzione ai giochi online

Un contesto online che richiede un’attenzione maggiore riguarda proprie le piattaforme e i siti di gioco, che sono particolarmente popolari tra bambini e ragazzi. Una recente ricerca americana (McInroy e Mishna, 2017), ha analizzato le abitudini online di bambini e adolescenti tra gli 8 e i 16 anni, valutando la quantità del tempo trascorso connessi e impegnati in un’attività di gioco, cercando di evidenziare le possibili manifestazioni del fenomeno del cyberbullismo. Si è evidenziato come, in questi contesti, si possano manifestare comportamenti di prese in giro, derisioni e prevaricazioni legate, ad esempio, al mancato raggiungimento da parte di uno dei partecipanti degli obiettivi previsti dal gioco. L’anonimato proprio delle piattaforme di gioco, dove spesso si utilizza un nickname e un’identità virtuale, sembra favorire comportamenti aggressivi e ripetitivi, che spesso portano a prendere di mira sempre gli stessi utenti.

Bambini e gli adolescenti fanno spesso molta fatica confidare ciò che stanno vivendo e chiedere aiuto. Serve monitorare l’utilizzo degli strumenti tecnologici, soprattutto nei bambini più piccoli che non hanno filtro per comprendere rischi e pericoli, serve contenimento, ascolto e dialogo. È fondamentale per gli adulti, in primis genitori e insegnanti, essere informati sul fenomeno e sui reali rischi dei comportamenti online di bambini e ragazzi, anche quelli che possono apparire come meno rischiosi.

 

Linee guida per i genitori sul cyberbullismo. Come riconoscere se il figlio è cyberbullo o cybervittima e come intervenire?

 

 

Redazione AdoleScienza.it

Riferimenti Bibliografici

Kowalski R. M., Giumetti G. W. (2016). Cyberbullying among children 0 to 8 years. In Saracho O. N. (a cura di). Contemporary Perspectives on Research on Bullying and Victimization in Early Childhood Education, IAP, Charlotte (NC), pp. 157-175.

McInroy L. B., Mishna F. (2017). Cyberbullying on Online Gaming Platforms for Children and Youth. Child and Adolescent Social Work Journal, 34: 1-11.