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Digital Detox. Dobbiamo staccarci per forza dal cellulare o possiamo imparare a conviverci?


La Digital Detox è sempre più di moda e, adesso, anche lo storico programma di bellezza Miss Italia ha deciso di adeguarsi ai tempi social, sottoponendo tutte le concorrenti ad una dieta digitale forzata. Quando si parla di dieta digitale, l’obiettivo è quello di migliorare la qualità della propria vita e ritrovare la felicità al di fuori dei social, senza pensare che forse i social stessi sono una compensazione di tante carenze, creando l’illusione di essere parte di qualcosa, di poter dire la propria ed essere ascoltati e di non pensare a ciò che non ci rende felici. In altre parole, i social ci rendono felici e colmano i vuoti interiori.


Forse allora, più che disconnetterci, dovremmo imparare a capire prima di tutto che lo smartphone è un mezzo, non una protesi della nostra identità, e quindi dovremmo cambiare atteggiamento e modalità di utilizzo della tecnologia.


Rimpiangere nostalgicamente i tempi che furono è un’assoluta perdita di tempo, che non porta al raggiungimento di nessun risultato. La tecnologia è il presente e il futuro, oggi tutto è incentrato sul suo utilizzo ed è per questo che si deve lavorare sul concetto di uso equilibrato e consapevole. Significa essere prima di tutto informati, non è tutto un gioco o divertimento in rete, ci sono tanti rischi e pericoli che la maggior parte delle volte vengono ignorati anche dagli adulti, non solo dai ragazzi, si rischia di diventare vittime di ciò che si vuole far apparire creando una distorsione e una confusione tra reale e digitale.

Il tempo che si trascorre in rete sembra un “non tempo”. Se calcolassimo anche tutte le volte che entriamo su WhatsApp, Messanger o che apriamo una notifica, anche per pochi secondi, ci renderemmo conto che la maggior parte del nostro tempo lo trascorriamo in rete perlopiù per svolgere attività superflue di cui però sembra non si possa più fare a meno. Il problema è proprio qui, e nasce quando il “non mi rendo conto del tempo” e il “non ne posso fare a meno” più o meno inconsapevole prendono il sopravvento, senza neanche rendercene conto.

Siamo in un certo senso vittime di noi stessi e di un uso distorto dei mezzi che abbiamo a disposizione per migliorare le nostre vite.

Serve a poco fare la giornata della dieta digitale o imporsi uno stacco totale per qualche ora o giorno semplicemente per lavarsi la coscienza, prendersi in giro da soli e credere che si possa stare senza. Uno sforzo per un tempo limitato, infatti, nella normale quotidianità ovviamente e non nei casi di patologia conclamata, lo possiamo fare tutti. Ciò che serve, invece, è capire che non dobbiamo dimenticarci di noi stessi per dedicarci solo alla nostra immagine o al nostro profilo e a quello degli altri. Ci sono dei punti e dei limiti che dobbiamo mettere, dobbiamo alzare lo sguardo e ricordarci delle persone che ci circondano e dell’ambiente in cui viviamo.

La tecnologia è un mezzo, è un aiuto, è un facilitatore, ma non si può sostituire a noi, al nostro cervello e alla nostra memoria. Il nostro smartphone non può essere sempre davanti a noi, pronto a filmare tutto ciò che facciamo e che vediamo, non può essere il primo a vivere la nostra vita mentre noi ci accontentiamo di farlo attraverso il suo sguardo. Non può essere testimone di tutto ciò che siamo e che viviamo, dobbiamo ricordarci che siamo credibili anche senza “testimonianze” e che la parola non ha ancora perso il suo potere.

Sembra che ci diverta e che ci piaccia arrivare sempre al limite per poi imporci delle diete forzate, come con il cibo. La maggior parte delle volte, quando ci depriviamo forzatamente di ciò che ci piace, tutto in una volta, i buoni propositi svaniscono come un arcobaleno dopo una tempesta e ogni volta ripartiamo peggio di prima. Come con il cibo, dobbiamo puntare ad una corretta alimentazione quotidiana, ad uno stile di vita salutare dove uno sgarro non nuoce gravemente alla salute. Ciò che fa male è la ripetitività, non l’occasionalità.

Parliamo di benessere, leggiamo articoli, condividiamo frasi sullo star bene psico-fisico e poi siamo i primi a non essere in linea con ciò che professiamo. Preghiamo di rimanere in salute, ci auguriamo che non ci accada mai niente, eppure non curiamo adeguatamente il nostro corpo e la nostra mente.

La Digital Balance

Allora più che di DIGITAL DETOX, forse si dovrebbe parlare di DIGITAL BALANCE in grado di mantenere un equilibrio e di renderci consapevoli che si può fare tutto, basta non farsi invadere e non diventare schiavi della tecnologia.
In più, cerchiamo sempre le soluzioni esterne a noi, come se da soli non fossimo in grado di capire che ci sono dei comportamenti che sono nocivi per la nostra salute mentale e fisica. Sembra che si stia perdendo la motivazione a star bene e in salute.

Fondamentalmente dobbiamo cambiare la nostra mentalità.

mamme smartphone

Da dove iniziare?

– Ricordarsi che esistiamo e che esistono delle persone intorno a noi.

– Il tempo che perdiamo inutilmente, non per scambi utili o di lavoro, non ce lo ridarà più nessuno.

– Rendersi conto di tutte le volte che prendiamo inutilmente in mano un telefono o che attiviamo lo schermo per vedere se ci sono notifiche che non abbiamo sentito.

– Eliminare il superfluo. Non essere sempre in (allarme e pronti ad interagire, ci sono anche dei tempi di risposta, soprattutto se si sta dedicando del tempo a se stessi.

– Definire dei confini e dei momenti che sono nostri e in cui non deve entrare nessuno. Non possiamo condividere ogni istante della nostra vita con chiunque ci scriva o ci chiami.

– Salvo che non ci siano esigenze lavorative impellenti, togliere la suoneria o inserire la vibrazione perché non si deve essere schiavi delle notifiche. Impariamo a rispettare i nostri tempi. Ci sono anche delle azioni che si possono fare senza cellulare.

– Facciamo caso a tutte le foto inutili che abbiamo nel telefono e ai relativi momenti che ci siamo persi, per evitare di rifare gli stessi errori in futuro.

– Non serve fotografare, filmare e comunicare al mondo tutto ciò che si pensa e si fa, si può anche tenere qualcosa per se stessi e per gli altri.

– Ragionare su quante cose inutili ci inviano o inviamo pur di stare in contatto con qualcuno, mentre quando ci si vede di persona magari non si sa di cosa parlare. Evitare, quindi, tutte le comunicazioni superflue ed inutili, spesso racchiudibili in una telefonata o in unico messaggio.

– Evitare durante pranzi, cene o momenti ricreativi di vedere tutto attraverso un cellulare per non vivere solo come video o fotoreporter della propria vita. Non ha senso rivedere la propria vita in un secondo momento se possiamo viverla in prima persona.

– Lo smartphone non è uno strumento di controllo e di gestione della vita propria ed altrui.

– Tuteliamo il nostro preziosissimo sonno evitando di lasciare la suoneria attiva e di svegliarci per vedere se qualcuno insonne ci ha scritto durante la notte. Se si hanno figli in giro di notte o qualche emergenza particolare, esistono delle funzioni che permettono di far passare solo le loro chiamate o le emergenze, silenziando tutte le altre attività.

– Ci si può addormentare anche con un libro, si dorme lo stesso.

– Ci si può svegliare anche senza leggere subito le notifiche e attivare il cervello con la modalità social e con l’ansia di rispondere e di far capire al mondo che ci siamo risvegliati.

– Si può mangiare anche senza cellulare o senza fare foto, anche perché il telefono è più sporco di un water. Ci laviamo le mani con il gel per uccidere germi e batteri e poi prendiamo in mano il nostro smartphone.


In conclusione

Dobbiamo riconnetterci con noi stessi perché troppo spesso ci sconnettiamo da noi, dagli altri e dalla nostra realtà per calarci in un mondo compensatorio e illusorio. Viviamo spesso e volentieri in multitasking, per cui dobbiamo imparare anche ad abbassare i ritmi per riconnetterci, ripristinare un equilibrio e non far pendere l’ago della bilancia tutto da una parte.

Nel circuito della dipendenza si cade senza neanche accorgersene.

La dipendenza non ci manda un messaggio WhatsApp o un vocale in cui ci avvisa di aver preso il sopravvento sulla nostra vita. Quando ce ne accorgiamo, ci ha già stretto in una morsa da cui fatichiamo ad uscire perché si è trasformata in abitudine e quotidianità.


Ricordiamoci di vivere la vita in tutte le sue sfumature ed emozioni, anche piccole e quotidiane, senza cercare sempre ciò che non abbiamo. Non possiamo perdere la bellezza e l’importanza del contatto con noi stessi, con gli altri e con l’ambiente che ci circonda, perché tutto ciò che passa è passato.

di Maura Manca

Articolo tratto integralmente dal mio Blog AdoleScienza de L’Espresso:

http://adolescienza.blogautore.espresso.repubblica.it/2018/09/05/digital-detox-dobbiamo-staccarci-per-forza-dal-cellulare-o-possiamo-imparare-a-conviverci/