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Dilagano gli insulti sull’aspetto fisico sui social network, nel mirino anche i minori


In rete, soprattutto attraverso i social network e protetti dall’anonimato, ci si sente legittimati a commentare, con messaggi e parole cariche di odio personaggi celebri che vengono presi di mira per il loro aspetto.

In una società come la nostra, basata sull’estetica e sulla bellezza, si rischia di diventare gratuitamente bersaglio di derisioni e sopraffazioni. Infatti, il body shaming, dall’inglese “body”, corpo, e “shaming”, far vergognare, non è altro che un vortice di commenti offensivi e sarcastici, rivolti verso chi non rispecchia i canoni estetici tradizionali. Si tratta di cattiverie e critiche gratuite che hanno l’obiettivo di mettere a disagio e umiliare l’altro attaccando il suo aspetto fisico, con i diversi commentatori sempre pronti ad arrogarsi il diritto di decidere il valore dell’altra persona in base alle forme del suo corpo.

Screditare persone che neanche si conoscono nella vita reale e con le quali non si ha alcun tipo di legame, porta ancora di più a vomitare senza filtri sentenze e giudizi insindacabili, nel modo peggiore possibile.


L’ESEMPIO DI GRETA THUNBERG

Greta Thunberg, piccola grande attivista nella lotta per salvare il pianeta, candidata al Premio Nobel per la Pace del 2019 è stata oggetto di offese e insulti, anche da parte di personaggi pubblici per via del suo aspetto, delle sue treccine, del suo sguardo e della Sindrome di Asperger, specificando che se non fosse stata malata le avrebbero fatto di peggio, dimenticandosi che è una persona in carne ed ossa, che è una minorenne e che cercare popolarità sulle spalle degli altri è decisamente assurdo.

Fare determinati commenti da parte di personaggi pubblici è ancora più grave, considerato il ruolo che ricoprono. Non si rendono conto della responsabilità enorme che hanno sulle spalle, sono seguiti anche dai più piccoli e quindi devono fare attenzione a ciò che dicono e ai messaggi che veicolano.

Libertà di pensiero e di parola non significano sparare a zero contro un’altra persona mancandogli di rispetto. Si deve seriamente riflettere sul ruolo di chi parla alle masse e sul peso delle parole, altrimenti si rischia di sottovalutare gli eventuali danni che tutto questo può creare.


L’obiettivo: colpire e distruggere l’altro

E’ ovvio che ci muoviamo in una cultura in cui manca una reale educazione all’affettività, dove la persona presa di mira è considerata quasi priva di emozioni e sentimenti, come se diventasse soltanto un oggetto di cui poter fare ciò che si vuole.

Purtroppo stiamo superando tutti i limiti e il rispetto è sempre più in via di estinzione: non dimentichiamoci che sono minorenni, sono persone, ma in primis sono esseri umani!!!

Attenzione, perché le vere vittime sono gli adolescenti

Essere umiliati pubblicamente in questo modo, sia da un punto di vista psicologico che fisico, significa essere distrutti moralmente, soprattutto durante la fase adolescenziale in cui il riconoscimento degli altri e l’approvazione sono fondamentali.

Quando si è vittima di queste forme di violenza gratuita, si arriva a darsi la colpa, a odiare il proprio corpo e a pensare di meritarsi questo accanimento: c’è una sopraffazione intenzionale, c’è una vittima, ci sono i social e si innesca un meccanismo che distrugge la persona, che intacca profondamente la sua autostima e la sicurezza di sé e non ci si capacita della motivazione che spinge ad essere così crudeli e privi di sensibilità.

Fermare tutto questo è possibile solo se c’è una cultura e un’educazione basata sul rispetto e l’empatia e in cui le “differenze” non vengono considerate un limite ma bensì una risorsa.

Redazione AdoleScienza.it