sos ado dipendenza cellulare

Dipendenza da smartphone? Hold, l’app che ti premia se non utilizzi il cellulare


Lo smartphone è diventato ormai parte integrante del nostro quotidiano, del nostro modo di pensare, delle nostre relazioni e ogni comportamento sembra essere condizionato da un telefonino in grado ormai di fare tutto.

Sia per i grandi che per i piccoli, è sempre più difficile resistere alla tentazione di prendere in mano lo smartphone e controllarlo in qualunque momento, tanto che ora c’è chi ha pensato di dare un premio a coloro che riescono in questa impresa.

È su questo che si basa l’applicazione Hold, una app che “ti paga” se non utilizzi il cellulare. L’app è stata lanciata in Scandinavia da 3 studenti che, riflettendo sul potere di distrazione dello smartphone durante gli studi universitari, hanno inventato un meccanismo in grado di limitare l’utilizzo del dispositivo.


Come funziona l’app?

Hold è una applicazione gratuita che può essere utilizzata su qualsiasi sistema, Android e iOS. Una volta attivata, parte un timer che registra il tempo trascorso senza toccare lo schermo dello smartphone: ogni 20 minuti si accumulano dei punti che permettono di ottenere alcuni premi da spendere in biglietti del cinema, caffè, snack, libri, materiale di cancelleria e quant’altro.

Insomma, i creatori dell’app hanno voluto puntare sul rinforzo positivo più che sulla punizione, convincendo i ragazzi a stare più alla larga possibile dallo smartphone. Hold ha avuto grande successo e si sta diffondendo ora anche in Gran Bretagna: dal numero di giovani che l’hanno scaricata si comprende quanto non sia facile resistere all’impulso di consultare costantemente il telefono, tanto che ci si rivolge ad una app per riuscire a farlo.


Sempre più attaccati agli smartphone, non solo i ragazzi

Sono quasi 8 su 10 gli adolescenti che dichiarano di aver paura che il cellulare si scarichi o non prenda quando sono fuori casa e il 46% sperimenta ansia, rabbia e fastidio se ciò accade (Dati Osservatorio Nazionale Adolescenza). Tale condizione, chiamata Nomofobia o Sindrome da Disconnessione, sta coinvolgendo non solo i nativi digitali, ma anche gli adulti che molte volte non si rendono conto di utilizzare in maniera distorta le tecnologie.

Deve far riflettere la diffusione e il successo di queste app, pensate per cercare di motivare le persone a staccarsi dagli smartphone. È come se fosse una vera e propria sfida cambiare le proprie abitudini tecnologiche: per farlo, poiché è difficile riuscirci da soli, sembrerebbe addirittura necessario un meccanismo di rinforzo esterno, che non a caso proviene dallo smartphone stesso.

Redazione AdoleScienza.it