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Esiste una relazione tra cervello e utilizzo costante della tecnologia? Sembrerebbe di sì


A scuola, a lavoro, in famiglia, nel tempo libero o semplicemente nel tempo degli spostamenti da un luogo all’altro siamo costantemente connessi, sembra impossibile restare lontani dalla rete, le conversazioni via chat hanno sostituito telefonate e conversazioni faccia a faccia.

Mantenere un contatto (o un controllo) costante con smartphone e dispositivi tecnologici sembrerebbe determinare uno stato mentale di iperattivazione e allerta che conduce alla ricerca costante di nuovi stimoli. Ciò non modifica solo le nostre abitudini ma anche l’attivarsi della nostra mente fino ad influenzare la modalità con cui il cervello elabora le informazioni sensoriali, in particolare quelle tattili, legate all’utilizzo dei dispositivi touch screen.

L’utilizzo di tali dispositivi sembra aver introdotto delle modificazioni della corteccia cerebrale e delle rappresentazioni sensoriali: il cervello dei grandi utilizzatori di smartphone e tablet, infatti, mostra un’attività molto superiore alla norma proprio in quelle aree deputate all’elaborazione delle informazioni tattili provenienti dai polpastrelli delle dita.

Sebbene non sia possibile determinare in modo lineare il valore positivo o negativo di queste modificazioni, è sicuramente importante considerare il fatto che sono ormai stati accertati dei collegamenti tra uso eccessivo dello smartphone e insorgenza di disfunzioni motorie e dolori cronici.

Redazione AdoleScienza.it

Riferimenti Bibliografici

Gindrat A. D., Chytiris M., Balerna M., Rouiller E. M., Ghosh A. (2015). Use-Dependent Cortical Processing from Fingertips in Touchscreen Phone Users. Current Biology, 25 (1): 109-116.

 

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