digital family

Famiglie digitali che parlano via chat


La tecnologia è entrata sempre di più nelle nostre famiglie: smartphone, tablet, social e chat rappresentano strumenti utilizzati quotidianamente da genitori e figli.  Anche le abitudini e le routine familiari si sono così trasformate sotto l’influsso dei dispositivi digitali e ogni forma di comunicazione, anche quella tra genitori e figli, sembra ormai essere mediata dalla tecnologia.

Se un tempo bambini e ragazzi correvano a casa dopo la scuola per guardare in tv i cartoni o la serie preferita, oggi hanno a loro completa disposizione podcast, serie in streaming, siti web in cui trovano un’ampia scelta di programmi, in qualunque momento. Allo stesso modo, mentre prima la modalità principale di comunicazione tra i genitori e tra genitori e figli era rappresentata dall’interazione faccia a faccia, oggi ormai ogni comunicazione è affidata allo smartphone e, spesso, anche in famiglia si finisce col parlarsi molto più tramite chat, inviando un file audio o scrivendo un messaggio, piuttosto che dal vivo.

Genitori digitali per figli digitali?

L’uso di diversi tipi di risorse tecnologiche (sms, chat, social network) è dinamico e riflette le differenze legate all’età dei figli: lo scambio di comunicazioni e informazioni tramite sms e chat è molto intenso tra i genitori di bambini in età scolare, e man mano che bambini e ragazzi crescono aumenta anche l’utilizzo di social e chat per le comunicazioni tra genitori e figli (Rudi et al., 2015).

Tanto importante è il ruolo che la tecnologia riveste nelle comunicazioni in famiglia, che anche nel caso di genitori separati o divorziati  viene usata quasi quotidianamente per comunicare sia con i propri figli, sia con l’altro genitore, oltre che per cercare informazioni su siti e blog dedicati alla genitorialità (Dworkin et al., 2016). In questi casi, la tecnologia sembra consentire la possibilità di comunicare, restare aggiornati, fare piani e prendere decisioni anche con un’interazione minima con l’altro, e quindi permette di mantenere dei confini, come se i genitori separati o divorziati riuscissero così a interagire e trovare un accordo rispetto all’educazione e alla vita dei figli in un contesto meno conflittuale di quanto spesso non accada negli incontri faccia a faccia.


Ci troviamo in un’era digitale in cui l’impatto della tecnologia e delle modalità di comunicazione che ne derivano è sempre più forte sui singoli, ma anche sui gruppi e sulle famiglie. Come ci ricorda Maura Manca, “oggi siamo alle prese con le digital family in cui sono tutti troppo occupati, troppo smart e troppo instant. Nelle famiglie si parla troppo poco e si discute tanto, c’è sempre meno tempo e interazione però si scrivono i WhatsApp nei gruppi famiglia e si mandano tanti selfie e tante foto per “condividere” ciò che si fa con la propria famiglia” (http://adolescienza.blogautore.espresso.repubblica.it/).


Come sempre, dunque, non si tratta di demonizzare queste risorse che, anzi, in molti momenti possono avere degli aspetti positivi e importanti: ci permettono di restare in contatto anche quando non siamo fisicamente vicini, ci danno la possibilità di comunicare molto più rapidamente o di informare di qualcosa più persone nello stesso momento (si pensi ai tanti gruppi WhatsApp che ognuno di noi ha sul proprio smartphone), ma se l’interazione faccia a faccia viene quasi interamente sostituita da comunicazioni tecno-mediate, dobbiamo fare molta attenzione a cogliere anche i limiti e i rischi di tutto ciò, senza dimenticare le implicazioni che questo può avere nella vita quotidiana di bambini, ragazzi e genitori.

Redazione AdoleScienza.it

Riferimenti Bibliografici

Dworkin J., McCann E., McGuire J. K. (2016). Coparenting in the Digital Era: Exploring Divorced Parents’ Use of Technology. In Gianesini G., Sampson L. B. (ed.), Divorce, Separation, and Remarriage: The Transformation of Family (Contemporary Perspectives in Family Research, Volume 10), Emerald Group Publishing Limited, 279-298.

Rudi J., Dworkin J., Walker S., Doty J. (2015). Parents’ use of information and communications technologies for family communication: differences by age of children. Information, Communication & Society, 18(1): 78-93.