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Gambling online: quando il “gioco” diventa pericoloso


Vietato ai minori, teoricamente. In realtà, per chi naviga sul web, accedervi è molto semplice.

Si tratta del cosiddetto “GAMBLING”, il gioco d’azzardo online, un fenomeno che attrae in maniera pericolosa anche le fasce di età più basse. Si tende spesso a sottovalutare la forte presenza di una vasta gamma di siti di gioco online o di applicazioni sui social media in cui si viene tentati a giocare e a “puntare” soldi. Li chiamano “giochi” ma prevedono, anche se non è sempre specificato, una vincita o una perdita di soldi reali che possono essere detratti dal credito del cellulare o da carte prepagate.

La diffusione di internet ha incentivato l’accesso nel mondo del gioco d’azzardo, aprendo le porte anche ad adolescenti e preadolescenti. Secondo l’ultima indagine nazionale della Società Italiana di Pediatria (2014) (http://sip.it/wp-content/uploads/2014/10/COMUNICATO-indagine-adolescenti-2014.pdf), condotta su un campione rappresentativo di 2107 studenti, frequentanti la classe media inferiore, il 13% degli adolescenti intervistati dichiara di aver giocato e scommesso soldi su siti d’azzardo online, nonostante una legge che vieta ai minori. La percentuale sale al 17% se si considerano solo i maschi. Nella visione comune, il gioco d’azzardo non viene considerato pericoloso quanto l’assunzione di droga o alcol, ma è necessario non sottovalutarne l’impatto sulla società e sui giovani.

La Gambling Desorders Clinic della Columbia University (http://www.columbiagamblingdisordersclinic.org/teen.html) ha riferito che il livello di problematicità del gioco d’azzardo tra gli adolescenti è tra due a quattro volte maggiore rispetto al livello di problematicità tra gli adulti. Durante l’adolescenza, si è più spinti al rischio e si può confondere il gioco d’azzardo con il bisogno di esplorazione e di sfida tipica di questa fase dello sviluppo. La pericolosità nasce proprio quando il contatto con il gioco è troppo precoce e, nella disattenzione degli adulti, può sfociare in un comportamento pervasivo. Se poi i giochi sono trasportati sul web, il rischio aumenta e può facilitare l’insorgere di una dipendenza, soprattutto nei più giovani. Il giocatore accede con un “click”, a qualsiasi ora, a casa o con dispositivi mobili.

La breve durata del gioco frenetico, la concentrazione sul premio immediato, l’azione che si consuma in pochi secondi, in un veloce gesto della mano che annulla la capacità di riflessione. In un tempo digitale intenso, non c’è attesa. La scarica di adrenalina e la ripetitività del gesto attivano una forma di eccitazione che può indurre la persona a giocare in modo compulsivo.

Il rischio si presenta quando si perde la serenità e il piacere nel giocare e ci si sente costretti a riprovare e ritentare, con il livello di ansia che cresce in caso di perdita o con una scarica di euforia quando capita di vincere. È in questo modo che il “gambling” può avere effetti potenti sui giovani, che possono restare intrappolati in uno smartphone, in un’attività compulsiva che li tiene fuori dalla realtà.

Bisogna fare attenzione all’esposizione del web ma anche ai messaggi che il mondo degli adulti invia. Adulti che scommettono sempre di più, spot pubblicitari e siti sportivi che persuadono e danno l’immagine di una società in cui si può vincere in modo facile e veloce, grazie a giochi accattivanti in cui però si nasconde un pericolo che non è da sottovalutare.

Redazione AdoleScienza.it