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Generazione vampiri: bambini e adolescenti incollati alla tecnologia anche nelle ore notturne


Sono ormai numerosi i bambini e gli adolescenti che non dormono abbastanza o sviluppano un vero e proprio disturbo del sonno a causa di un uso eccessivo di smartphone, tablet e pc durante la sera e, sempre più spesso, nelle ore notturne. “Generazione vampiri”: così è stata definita dagli inglesi questa generazione di bambini e adolescenti che, sempre connessi tra social, chat e giochi online, dormono poco e male.

In Gran Bretagna si è registrato, nell’ultimo decennio, un aumento esponenziale del numero dei ricoveri dovuti a una scarsa qualità del sonno in bambini e ragazzi sotto i 14 anni, con diverse ripercussioni sullo stato di salute, le prestazioni fisiche e mentali, la memoria, il comportamento e l’umore. La Società Italiana di Pediatria (www.sip.it), conferma come anche in Italia si sia verificato, negli ultimi anni, tra bimbi e adolescenti un aumento dei problemi legati al sonno: difficoltà di addormentamento, ripetuti risvegli notturni e precoci risvegli al mattino. Ciò può rendere i bambini particolarmente irritabili, distratti, svogliati e va ad influire negativamente sulle attività quotidiane, intaccando la capacità di attenzione e concentrazione.

Le notti insonni degli adolescenti iperconnessi

Socializzare sul Web anche nelle ore notturne è diventata ormai un’abitudine, una vera e propria moda tra i ragazzi, che li porta a rimanere svegli tutta la notte per inviare messaggi e tweet, chattare e postare commenti o foto. Il fenomeno si è diffuso con il nome di Vamping, per riprendere le attività dei vampiri che si aggirano solo nelle ore notturne. L’utilizzo costante di smartphone e tablet non si ferma mai, neanche di notte, e se non riescono ad addormentarsi subito i ragazzi finiscono per stare online. In Italia, infatti, ben 6 adolescenti su 10 dichiarano di rimanere spesso svegli fino all’alba a chattare, parlare e giocare con gli amici o con la/il fidanzata/o, rispetto ai 4 su 10 nella fascia dei preadolescenti (dati Osservatorio Nazionale Adolescenza).

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Tendenza comune a tutti i ragazzi,sia preadolescenti che adolescenti, è quella di tenere il telefono a portata di mano quasi per tutto il giorno, notte compresa, tanto che il 15% si sveglia quasi tutte le notti per leggere in modo immediato notifiche e messaggi, e non correre il rischio di essere tagliati fuori (FOMO – Fear of Missing Out, altra patologia emergente legata all’abuso dello smartphone).

Gli adolescenti sono, dunque, sempre più iperconnessi e arrivano a trascorrere diverse ore davanti a pc, tablet o smartphone, senza riuscire ad interrompere la navigazione, divisi tra Social Network, siti di gioco o scommesse on line, siti dedicati alla pornografia o alla visione ininterrotta delle puntate di qualsiasi serie tv.

Si parla in quest’ultimo caso di Binge Watching, ossia abbuffata di “visione”, un’abitudine che porta a guardare programmi televisivi per un periodo di tempo eccessivamente prolungato, consecutivamente e senza soste, anche durante la notte e fino alle prime ore del mattino. L’alimentazione e il sonno ne vengono intaccati, così come l’umore, lo studio e il rendimento scolastico, le relazioni sociali.

Sempre più tecnologici, sempre più piccoli

Il 98% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni possiede un proprio smartphone dai 10 anni d’età. Più i ragazzi sono piccoli, più hanno precocemente conosciuto e utilizzato quasi quotidianamente differenti strumenti tecnologici. Oltre 3 adolescenti su 10 hanno avuto modo di utilizzare uno smartphone sin dalla primissima infanzia, a partire da 1 anno e mezzo/2, potendo anche accedere ad internet e alle app del dispositivo. Un dato rilevante sottolinea come, con il trascorrere degli anni e l’evolversi della tecnologia, si abbassi ulteriormente l’età di utilizzo. Nella fascia tra gli 11 e i 13 anni, infatti, l’età media relativa a utilizzo del primo cellulare, accesso a internet e apertura del primo profilo social,  si abbassa ai 9 anni di età.

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Quali conseguenze per bambini e adolescenti?

Bambini e adolescenti, sempre più spesso, guardano la tv fino a tardi, si addormentano sul divano e si spostano nel loro letto solo successivamente, interrompendo e disturbando il sonno. Si verifica una iperstimolazione, si resta svegli più a lungo e si tende, come in un circolo vizioso, a controllare più frequentemente smartphone, social network e chat, a scapito della qualità e quantità del riposo.

La difficoltà ad addormentarsi o una cattiva qualità e durata del sonno rendono più assonnati e stanchi durante il giorno e possono avere serie ripercussioni sulla salute fisica e mentale, sull’umore e sul rendimento scolastico; se non si riposa adeguatamente, si sperimentano maggiori difficoltà negli apprendimenti e nel mantenere adeguati livelli di attenzione e concentrazione.

 

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Redazione AdoleScienza.it

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