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Giochi di ruolo e avatar online: il sottile confine tra reale e virtuale


Tra le diverse forme di gioco online, si sono molto diffusi tra gli adolescenti i giochi di ruolo in cui ci si relaziona con gli altri attraverso la creazione di un proprio “avatar”, un personaggio che rappresenta chi lo ha creato, una immagine virtuale di sé che richiede allenamento (per migliorare le proprie abilità) e interazioni con altri avatar attraverso chat online.

Si formano vere e proprie COMUNITA’ VIRTUALI, con gruppi in cui ogni membro ricopre un ruolo specifico: quanto più riuscirà ad identificarsi con il proprio personaggio, tanto più risulterà abile nel gioco. Al tempo stesso, però, più un ragazzo si immedesima con il suo personaggio, più è probabile che nel tempo il mondo virtuale venga idealizzato, così come le relazioni con gli altri, visti non come ragazzi reali ma come personaggi virtuali, con caratteristiche grandiose e affascinanti ma spesso lontane dalla realtà.

Nel gioco, ognuno riceve un manuale con le informazioni necessarie per l’evoluzione del suo personaggio: come essere fisicamente, quali emozioni provare, quali atteggiamenti e comportamenti adottare. Una guida che stabilisce e orienta ogni azione tanto che la realtà, senza ruoli predefiniti e senza guida, può poi apparire ancora più confusa e disorientante. La strutturazione e l’ambientazione del gioco, inoltre, sono sempre più complesse, realistiche e interattive tanto da dare la sensazione di essere all’interno del gioco, favorendo l’immedesimazione in quella realtà in cui tutto può accadere e può sostituirsi a quanto normalmente sperimentato nella quotidianità. Succede spesso, soprattutto per i ragazzi più fragili e con difficoltà a fare amicizia e relazionarsi con i coetanei, che il virtuale finisca per sostituirsi al reale, favorendo l’alienazione o l’isolamento.


La grande diffusione dei giochi di ruolo tra gli adolescenti, età in cui i ragazzi si confrontano quotidianamente con la difficile ricerca della propria identità, l’ambientazione, la lunga durata del gioco (che si sviluppa nell’arco di diversi mesi) possono condurre, nel lungo periodo, a ISOLAMENTO E DIPENDENZA.


La ricerca di sensazioni forti, di emozioni che permettano anche di evadere dalla quotidianità (soprattutto quando i ragazzi sperimentano delusione, frustrazione, impotenza) e la difficoltà a distinguere tra reale e virtuale sono ulteriori elementi significativi cui occorre prestare molta attenzione.

Redazione AdoleScienza.it

 

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