social e relazioni sentimentali

Gli adolescenti cercano il partner online attraverso le app di incontri. Quali rischi?


Cercare un partner online è una moda sempre più diffusa, non solo tra gli adulti, ma anche tra gli adolescenti. La vita virtuale si fonde con quella reale e i confini sembrano essere sempre più sottili e labili. c’è uno spostamento in rete di tutti gli affetti, relazioni e oggi anche dei sentimenti. 

La rete ha progressivamente rivoluzionato ogni aspetto della nostra vita, fino alla sfera più intima. Si moltiplicano le app dedicate agli incontri e agli appuntamenti online e cambia il modo in cui le persone, soprattutto i ragazzi, vivono sentimenti e relazioni.

L’app che negli ultimi anni ha riscosso maggiore successo è Tinder, che promette di individuare affinità e interessi comuni e, attraverso la geolocalizzazione, individua altri utenti connessi nella stessa zona. App simili sono sempre più numerose e diffuse, e trovare le affinità e le somiglianze, o quello che al contrario potrebbe non piacerci, si rivela sempre più rapido e semplice.

Come funzionano le app di dating online?

App e siti di dating funzionano in modo estremamente semplice: tantissimi profili con foto di ragazzi e ragazze (ma tanti sono anche gli utenti adulti), selezionati in base alla geolocalizzazione, che possono essere eliminati o su cui si può esprimere gradimento scorrendo il dito sullo schermo del proprio smartphone. In caso di interesse reciproco si può accedere alla chat.

La semplicità sembra essere uno dei punti di forza, tanto che, ad esempio, secondo il sito americano Statista (https://www.statista.com/statistics/426066/tinder-age-distribution/), nel secondo quadrimestre del 2015, il 41% degli utenti di Tinder aveva un’età compresa tra 25 e 34 anni e il 38% tra 16 e 24 anni.

Aspettative e delusioni online

Sebbene tali applicazioni siano molto utilizzate, sembra potersi evidenziare una differenza tra aspettative e realtà: i più giovani, in modo particolare, finiscono per visualizzare decine di profili, confrontandoli al proprio e soprattutto valutando il livello di gradimento e gli apprezzamenti ottenuti. Vi sono addirittura dei “super like”, una forma speciale di “mi piace”, che si possono dare solo una volta al giorno, con cui il livello di gratificazione aumenta ancora di più.

Quali sono le conseguenze sugli adolescenti?

Quando le relazioni diventano social, mediate da applicazioni e connessioni online, si finisce per costruire i propri profili soprattutto sulla base dei consensi che si potrebbero ricevere, si valutano gli altri in base alle informazioni o alle foto condivise, si cercano le strategie migliori per far colpo sull’altro al primo tentativo, poiché spesso gli incontri online non concedono seconde chance.

Ci si può sentire valutati e giudicati in base a quello che si posta e si condivide, in base a poche parole che si scrivono in chat e, per alcuni ragazzi, questo può portare alla paura di non poter esprimere realmente quello che si è, nascondendosi dietro a ciò che più può piacere agli altri utenti.

Le relazioni e gli affetti vengono razionalizzati, si elaborano strategie, si cerca di controllare se stessi e gli altri, ci si affida soprattutto alla quantità dei contatti e degli amici online, perdendo di vista la qualità. Il dialogo e l’attesa diventano faticosi, si cerca la propria approvazione sulla base di ciò che appare; e se questo può inizialmente regalare sensazioni di libertà e leggerezza, nel tempo può alimentare le proprie insicurezze e paure.

Redazione AdoleScienza.it

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