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Identità virtuali ai tempi dei profili sui social network


“Credo di aver capito una cosa. Lui fa tante feste a cui invita sempre tanta gente che però non conosce.

È come se fosse una finzione; vede sempre tante persone ma infondo è solo, non ne conosce davvero nessuna”

Così R., 15 anni, commenta la lettura di un passo del romanzo “Il grande Gatsby” di F. S. Fitzgerald. L’adolescente James Gatz, figlio di poveri contadini, fugge dalla famiglia convinto di poter trasformare se stesso e costruirsi una nuova identità. Diventato ricco grazie al contrabbando e ad altre attività illecite, compra un’enorme villa nei cui giardini organizza ogni sera sfarzose feste. Nessuno però conosce la sua storia e la sua identità.

In che modo gli adolescenti, come il protagonista del romanzo, possono assumere una diversa identità grazie alla presenza sempre più diffusa dei social network nella loro vita quotidiana?

I contesti sociali reali e quelli virtuali costituiscono scenari equivalenti per importanza, nei quali i ragazzi si muovono con disinvoltura, oppure offrono opportunità diverse di socializzazione e di costruzione della propria identità?

L’utilizzo di internet e la diffusione dei social network hanno certamente accelerato i processi di socializzazione, fornendo strumenti che facilitano le interazioni e la conoscenza di altre persone. Essere costantemente online sembra offrire una maggiore visibilità, nuove e diverse opportunità di relazioni, oltre che permettere di ampliare il numero di amici ed entrare in contatto con molte più persone.

I legami interpersonali sono indubbiamente funzionali alla costruzione della propria identità e della propria immagine di sé. L’essere in rete consente di agire nel contesto virtuale per instaurare e mantenere relazioni, creare legami e avere amici… molti amici. Può diventare, in un certo senso, un modo alternativo di relazionarsi agli altri.

Sebbene i profili sui social network costituiscano una modalità per mantenere legami sociali precedentemente costruiti in un contesto reale, spesso un elevato numero di amici è indice della tendenza ad accettare anche sconosciuti tra i propri contatti ed è ormai considerato fenomeno abituale nel mondo delle relazioni virtuali.

Prerogativa delle relazioni online è ciò che viene definito friending e prevede la sollecitazione di relazioni amicali tra persone che si sono appena conosciute e l’accettazione di richieste di amicizia da parte di sconosciuti. La dimensione della rete di amici virtuali può così diventare più estesa della rete di amicizie offline.

L’ampiezza delle reti di amici sul profilo sembra essere collegata a indici di attribuzione di caratteristiche sociali quali popolarità, estroversione e prestigio sociale. La relazione tra numero degli amici dichiarati e percezione di prestigio sociale, in particolare, porta ad assumere specifici comportamenti di autopromozione tra cui aggiornamenti del proprio status e del proprio profilo personale e scelta accurata delle foto da pubblicare.

Il numero degli amici sul proprio profilo virtuale sembra essere correlato ad una percezione di soddisfazione rispetto alla propria vita. In effetti, una buona parte delle idee e delle opinioni dei ragazzi circa il proprio successo personale dipende dalla comparazione tra la propria vita e quella degli altri. I social network, in qualche modo, sottopongono ad un paragone costante tra sé e gli altri. Spesso, però, esiste un notevole scarto, in termini numerici, tra amici virtuali e amici reali.

Attenzione a non postare nulla di personale o che descriva il vero stato dell’umore, utilizzo di frasi vaghe, mancata condivisione di eventi realmente significativi o ancora scelta accurata delle immagini da pubblicare possono essere indicativi di un tentativo degli adolescenti di mantenere un controllo su quanto condiviso in rete, arrivando anche ad assumere una sorta di “non identità” e offrendo un disegno di sé poco nitido o realistico, nel desiderio di definire e trasmettere una specifica immagine di sé.

Redazione AdoleScienza.it

 

Riferimenti Bibliografici

M. Lazzari, M. Jacono Quarantino (a cura di) (2013). Identità, fragilità e aspettative nelle reti sociali degli adolescenti. Bergamo, Sestante edizioni.

 

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