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Il casinò dei bambini: Ticket Redemption


Negli ultimi anni abbiamo assistito alla proliferazione nelle sale giochi di macchinette consentite ai minori, nonostante la legge italiana vieti ai minori di 18 anni il gioco d’azzardo sia nei luoghi autorizzati, sia nel web. I meccanismi sono pericolosamente simili alle slot machine per adulti, prendono il nome di “ticket redemption” e promettono vincite in premi, che riscuotono un successo incredibile tra i giovanissimi.

Il termine inglese “redemption”, che significa riscatto, si riferisce ai biglietti di carta vinti con i quali è possibile ottenere vari premi regalo, rappresentando una sorta di riscatto dei soldi spesi. Il regalo ottenuto acquisisce così un sapore diverso e un valore maggiore rispetto ad un oggetto normalmente comprato, perdendo la cognizione dei soldi che ci sono voluti per ottenerlo. La dinamica sottostante il gioco, incentiva il gioco stesso perché, in pochissimo tempo, ti porta a spendere molti soldi e a rigiocare più e più volte.

Non sono richieste particolari abilità cognitive e risorse personali per giocare, ciò che conta davvero è il fattore “fortuna” : più la buona sorte è dalla tua parte, più ticket si accumulano, e più si vincono premi di valore; si può spaziare infatti da regali da pochi euro a oggetti tecnologici molto costosi come smartphone e tablet.

Non è raro entrare in questi posti e vedere i bambini con gli occhi sbarrati e lo sguardo fisso su un monitor, che cercano di sfidare la macchina e capire i meccanismi per arrivare alla vincita, completamente estraniati dal mondo e con l’illusione di averne assoluto controllo.

Le ticket redemption non sono le sole, visto che si spazia dai video-poker, alle ruote della fortuna e a tutte le macchinette presenti nei bar, nei tabaccai e in tutti i posti frequentati dai più giovani, dove molto spesso non vengono effettuati i controlli anagrafici richiesti dalla legge.

Secondo l’Indagine nazionale sulla Condizione di Infanzia e Adolescenza a cura di Telefono azzurro, in collaborazione con Eurispes (http://www.azzurro.it/sites/default/files/Materiali/InfoConsigli/Ricerche%20e%20indagini/SintesiIndagineConoscitivaInfanziaAdolescenza2012.pdf), il 23,3% dei bambini ha giocato a soldi e il 39% degli adolescenti ha giocato d’azzardo.

Questi dati allarmanti mettono in luce come la vulnerabilità dei più piccoli sia un fattore di rischio per il gioco compulsivo e la perdita di controllo, andando ad interferire con le normali attività quotidiane come la scuola, lo studio, lo sport e il rapporto con gli amici e, nei casi più gravi, fino a sviluppare un disturbo da gioco d’azzardo patologico.

Redazione AdoleScienza.it

 

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