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Il Wi-fi, nemico della “testa” dei bambini


La primissima infanzia, è una periodo complesso, di repentini cambiamenti e in quanto tale, richiede particolare sensibilità, attenzioni e accortezze da parte dei genitori, che dovrebbero essere in grado di tutelare i propri figli da possibili fonti pericolose per la salute per garantirgli uno sviluppo sano. Questo non è sempre facile se consideriamo che nel mondo tecno-mediato in cui viviamo, tv, pc, tablet, router, smartphone sono parte integrante della nostra quotidianità. Se da un lato il cervello dei neonati è in grado di adattarsi all’ambiente in cui è inserito con estrema flessibilità, dall’altra, la presenza di perturbazioni ambientali, l’esposizione diretta alle radiazioni e “abitudini tecnologiche” malsane dei genitori rischiano di incidere negativamente, con possibili danni permanenti, sullo sviluppo cerebrale del bambino.

Il neonato è una creatura in pieno sviluppo, i cui organi sono in una fase delicata di crescita e maturazione funzionale. Per crescere e maturare il bambino necessita di un rapporto e di un legame esclusivo con le figure di riferimento attraverso il contatto corporeo, la vicinanza fisica, la protezione e la sicurezza.

Un recente studio (Morgan et al., 2014) suggerisce di tenere gli oggetti tecnologici almeno a una distanza minima di 20 cm dal corpo, soprattutto quando si tratta di bambini e donne incinta. Nello specifico, la ricerca ha messo in luce come le ossa craniche dei bambini siano più sottili e fragili rispetto agli adulti e, se esposte a radiazioni, come le onde emesse dal Wi-Fi di casa o di smartphone e tablet, potrebbero danneggiare la guaina mielinica protettiva che circonda i neuroni cerebrali, intaccando la costruzione della rete neuronale e influenzando lo sviluppo, negli anni successivi, delle capacità cognitive e relazionali dei bambini.

Redazione AdoleScienza.it

Riferimenti Bibliografici

Morgan L. L., Kesari S., Davis D. L. (2014). Why children absorb more microwave radiation than adults: The consequences. Journal of Microscopy and Ultrastructure, 2: 197–204.

 

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