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La gestione della propria immagine online genera ansia e depressione


Gli adolescenti utilizzano i social network per comunicare, condividere foto e video, far sapere agli altri cosa stanno facendo e come si sentono. Ogni relazioni passa attraverso la condivisione online, costantemente alla ricerca di approvazione e di like. L’esposizione continua ai contenuti “perfetti”, spesso non del tutto reali, pubblicati da altri, la preoccupazione di postare la foto o il contenuto migliore per ottenere più like, il valutare e monitorare costantemente tutto ciò che viene condiviso, possono influenzare negativamente lo stato emotivo dei ragazzi.


Le piattaforme social ruotano spesso intorno all’immagine e all’aspetto estetico, soprattutto quelle in cui la condivisione di foto, video e selfie si fa più costante, e che proprio per questa loro caratteristica, sembrano poter indurre fra i più giovani sentimenti di inadeguatezza e ansia.


Instagram e la condivisione di foto online

Su social come Instagram la condivisione di selfie e foto rappresenta per gli adolescenti un’azione svolta in maniera naturale e continuativa. Avere tanti like equivale a ricevere approvazione da parte degli altri, fa accrescere l’autostima, la popolarità e la sicurezza, mentre ricevere commenti dispregiativi e pochi like condiziona in negativo l’umore degli adolescenti. Distanza fisica, mancanza di feedback immediati, comunicazioni basate solo su testi e immagini sono elementi caratteristici delle condivisioni online, che influenzano fortemente il tono dell’umore dei ragazzi.

L’esposizione continua alle foto pubblicate dalle coetanee porta le ragazze, in modo particolare, a confrontare costantemente se stesse e il proprio aspetto estetico con i canoni e i modelli che emergono dalle foto e dai contenuti condivisi online. Un aspetto interessante è legato al fatto che spesso le foto postate vengono manipolate o ritoccate per apparire più belle e per ottenere maggiore approvazione social; le ragazze, nel visualizzare tali foto, sono maggiormente esposte al confronto sociale, si sentono costantemente sotto pressione, sono meno soddisfatte di se stesse e del proprio aspetto estetico (Kleemans et al., 2016).

Confronto sociale online, ansia e depressione

Il problema principale sembra essere legato all’immagine che i ragazzi vogliono trasmettere di se stessi online e che può portare a mostrare una versione di se talvolta diversa da quella reale, quasi per fornire una versione “migliore”, selezionando attentamente i contenuti da pubblicare, modificando le immagini tramite filtri o Photoshop e controllando i testi che vengono postati. Una certa rappresentazione del corpo e dell’aspetto fisico, la raffigurazione poco realistica di una vita vissuta sempre al top, promossa spesso dai profili più popolari, e l’ansia di ottenere like e follower per ricevere approvazione, possono determinare fra i più giovani sentimenti di inadeguatezza, ansia e depressione.

In una fase come quella adolescenziale, in cui sono già molto forti le insicurezze legate al corpo e al giudizio degli altri, si fa fatica ad accettarsi, non ci si piace, si ha bisogno di sentirsi confermati e di sentire che gli altri ci approvano per percepire e costruire una maggiore integrazione di sé.

I social enfatizzano questi aspetti, talvolta esasperandoli, per cui il confronto con gli altri, siano essi amici o personaggi popolari, influencer, idoli e modelli cui i ragazzi si ispirano e che cercano di imitare, diviene costante e continuo: i profili social vengono controllati in ogni momento, si cerca la foto che piace di più e che ottiene più approvazione, per cui ci si sente inadeguati, infelici e non realizzati se non si riesce a raggiungere un determinato status sociale.

La pressione esercitata sui social, la preoccupazione legata al proprio aspetto estetico e al modo in cui si viene valutati dagli altri, il non sentirsi all’altezza nel confronto con gli altri possono determinare una forma di ansia sociale o ansia da prestazione, legata al modo in cui si appare online, e stati depressivi nel momento in cui si sperimentano frustrazione e insoddisfazione o si ricevono feedback negativi. 

Non sono gli strumenti in sé a determinare necessariamente effetti negativi, molto dipende dalla modalità con cui i ragazzi li utilizzano e dai bisogni cui cercano di dare risposta attraverso la condivisione online. I social possono offrire un modo per connettersi con gli altri, ma possono anche aggravare ansie o fragilità già presenti offline. È fondamentale, dunque, essere sempre attenti a cogliere ogni segnale, educando i ragazzi, sin dall’infanzia, verso un uso adeguato della tecnologia e delle risorse online.

Redazione AdoleScienza.it

Riferimenti Bibliografici

Kleemans M., Daalmans S., Carbaat I., Anschütz D. (2016). Picture Perfect: The Direct Effect of Manipulated Instagram Photos on Body Image in Adolescent Girls. Media Psychology, 19, DOI: 10.1080/15213269.2016.1257392

Reece A. G., Danforth C. M. (2017). Instagram photos reveal predictive markers of depression. EPJ Data Science, 6, DOI: 10.1140/epjds/s13688-017-0110-z