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La paura di “essere tagliati fuori” che spinge gli adolescenti ad abbuffarsi di video e serie TV


Smartphone e connessione internet rappresentano ormai elementi indispensabili nella giornata di adolescenti e adulti: tutte le comunicazioni e le relazioni sono in qualche modo mediate dalla tecnologia ed è forte il bisogno di una connessione sempre attiva. Ciò permette di essere aggiornati su ciò che sta accadendo in rete, ciò che stanno facendo i propri amici, le conversazioni che più vanno di moda sui social ed essere sempre pronti a commentare l’hashtag del momento, soprattutto se riguarda programmi o video con protagonisti i propri idoli.


Senza smartphone sembra impossibile comunicare con gli altri

I dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, rilevati sul territorio italiano su oltre 7.000 adolescenti di età compresa tra i 13 e i 19 anni, rivelano come la cosa più importante per i ragazzi sia assicurarsi di avere sempre un credito sufficiente per utilizzare internet e social network. Più di 9 adolescenti su 10 (94%) utilizza internet per parlare con gli amici, tramite chat e messaggistica istantanea; la comunicazione tecnologica, dunque, è alla base del dialogo e della maggior parte degli scambi di informazioni tra i ragazzi.

Il bisogno di essere costantemente online è fortissimo, tanto che quando finiscono i megabyte l’8% dei ragazzi sperimenta una sensazione di disagio e insofferenza e un altro 8% vive sentimenti di rabbia e fastidio. Così, per oltre 5 ragazzi su 10 (55%) la soluzione possibile è una sola: ricercare costantemente una rete wi-fi (a scuola, a casa o tramite hotspot dal cellulare degli amici) pur di non sentirsi esclusi o tagliati fuori.

La paura di essere tagliati e la nuova moda del binge watching

Uno studio americano (Conlin et al., 2016) ha recentemente esplorato il possibile collegamento tra il fenomeno della F.O.M.O. (Fear of Missing Out, letteralmente “paura di essere tagliati fuori”), ossia la preoccupazione eccessiva e ossessiva che gli altri facciano esperienze gratificanti nelle quali non si è presenti, e la nuova moda del binge watching (da binge, abbuffata, e watching, visione), ossia guardare programmi televisivi o video, in diretta o in streaming, per un periodo di tempo eccessivamente prolungato, consecutivamente e senza soste.

I risultati hanno evidenziato il ruolo che la FOMO può svolgere nel determinare i comportamenti di adolescenti e adulti rispetto all’utilizzo di tv e piattaforme di streaming e nella visione di programmi, video o serie televisive. L’associazione sembra dimostrarsi più forte nella visione di un programma, un video o un evento televisivo particolarmente rilevante, di cui si discute in tempo reale e nei giorni successivi sui diversi social network e nelle chat di messaggistica istantanea con i propri amici.


Adolescenti e adulti utilizzano internet costantemente per assicurarsi di non essere tagliati fuori dalle conversazioni e dagli hashtag più diffusi in quel momento su social network, forum o chat di gruppo. Se tali conversazioni riguardano programmi o video si tende a sintonizzarsi tramite tv, pc, tablet o smartphone su questi programmi e seguirli quasi ininterrottamente, portando ad un aumento del fenomeno del binge watching. E se non si riesce a seguirli in tempo reale, si ricorre alle piattaforme di streaming dove è possibile recuperare anche più episodi in successione e senza sosta.


Tutto pur di non essere esclusi dalla vita online!

Redazione AdoleScienza.it

Riferimenti Bibliografici

Conlin L., Billings A. C., Averset L. (2016). Time-shifting vs. appointment viewing: the role of fear of missing out within TV consumption behaviors. Communication & Society, 29(4): 151- 164.

Davis B. C. (2016), The Netflix Effect and Defining Binge-Watching. Undergraduate Research Posters. Poster 190. http://scholarscompass.vcu.edu/uresposters/190.

 

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