sexting

La sessualità dei nativi digitali


Nella nostra esperienza quotidiana nelle scuole medie, in una fascia compresa tra gli 11 e i 14 anni, i ragazzi rivolgono a noi di AdoleScienza moltissime domande riguardanti il sesso, cercano di capire il funzionamento di alcuni aspetti e ci raccontano la facilità con cui hanno accesso ai vari contenuti a sfondo sessuale.

Nel gruppo WhatsApp di classe ogni giorno pubblicano le foto di uomini o di donne nude e video dove fanno cose schifose

Quando una di noi ha la gonna, i maschi cercano di intrufolarsi sotto la sedia con lo smartphone, per immortalare le mutandine e postarlo in internet oppure inviarlo ai vari gruppi WhatsApp

Alcune mie compagne durante l’intervallo si fanno i succhiotti a vicenda e quando ritornano in classe, si fanno fotografare il collo per essere postate sui social

Conosco una ragazza che ha mandato al fidanzato alcune foto intime e queste stesse foto le ha viste mezza scuola

Questi sono solo alcuni esempi di racconti che i ragazzi quotidianamente ci riportano, dove ormai la sessualità cammina sullo stesso binario del mondo virtuale.

Inizialmente, provano imbarazzo e vergogna a parlare di queste tematiche, ma se si sentono accolti e non giudicati, tolgono i freni e si aprono totalmente.

Questo spazio di ascolto e confronto è indispensabile al giorno d’oggi con i nativi digitali, perché non possono e non devono essere lasciati in balia di informazioni incomplete e spesso errate che si trovano in rete: nei loro occhi si legge un grande bisogno di ricevere risposte e di essere ascoltati.

L’età in cui gli adolescenti si approcciano al sesso è notevolmente diminuita, già a 11-12 anni si confrontano con coetanei che hanno già vissuto le loro prime esperienze sessuali e si siedono nella cattedra del professore, spiegando come funziona il sesso a chi li vede “più grandi” o si istruiscono sui siti pornografici.

H24 hanno la possibilità di navigare nel web e con un semplice click possono arrivare a qualsiasi contenuto, immagini e video difficili da gestire e contenere emotivamente in una fase di strutturazione della personalità e di crescita. Questo materiale per adulti, così facilmente accessibile, fornisce un’idea distorta della sessualità, dove l’affettività non sembra farne parte, e ciò che conta davvero sono solo le dimensioni, i corpi perfetti e soprattutto le prestazioni.

Tutto questo, se accompagnato da un vuoto comunicativo da parte degli adulti di riferimento, può avere conseguenze profonde sulla psiche dei ragazzi, andando ad intaccare la loro autostima e la possibilità di instaurare legami affettivi nel mondo reale, per non parlare dei rischi concreti in cui si possono imbattere, ad esempio adescamento online e sexting.

C’è troppa superficialità, il corpo viene strumentalizzato ed utilizzato come oggetto sessuale, da immortalare con le foto, con i selfie e da filmare.

di Redazione AdoleScienza.it

Maura Manca, Psicoterapeuta, Direttore AdoleScienza.it

 

 

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