ricerca google e funzioni cognitive

Lo sapevi che la ricerca online influenza le nostre capacità cognitive?


Internet rappresenta una risorsa e uno strumento di conoscenza del mondo esterno. La ricerca di informazioni, l’approfondimento, lo studio sono ormai costantemente accompagnati e guidati dai motori di ricerca online. La maggior parte delle persone si affida a internet per risolvere dubbi, cercare informazioni, recuperare dati utili allo studio ed eseguire compiti e approfondimenti. La mente può aumentare la propria efficienza e le proprie capacità, utilizzando fonti esterne e tali archivi esterni possono diventare elementi di un sistema di memoria interdipendente. La ricerca digitale di conoscenze sembra, però, poter creare un’illusione: le persone scambiano l’accesso alle informazioni trovate con la propria personale comprensione delle informazioni stesse (Fisher et al., 2015).

Internet costituisce la più grande banca dati di conoscenze e permette di rendere facilmente disponibili grandi quantità di informazioni, tanto che le persone si abituano rapidamente ad affidare i propri compiti cognitivi alla rete (Sparrow et al., 2011; Ward, 2013). Esse si basano su informazioni che sanno di poter trovare online, di cui è possibile tenere una traccia in una memoria esterna (che conosce la risposta alle loro ricerche), talvolta non conservandone traccia nella propria. In uno studio condotto da Fisher et al. (2015), costituito da nove esperimenti in cui si valuta il recupero di informazioni e conoscenze, con e senza accesso alla rete, è stato dimostrato come la facile accessibilità e l’ampia varietà di informazioni disponibili contemporaneamente sui motori di ricerca sembrino ridurre il senso di responsabilità rispetto alle fonti della propria conoscenza e il ricorso a sistemi di memoria tradizionali o interpersonali.

La rete rappresenta un esperto cui ci si può rivolgere costantemente e presenta una modalità specifica e interattiva di accesso alle conoscenze, che si distingue dal modo in cui la nostra mente accede ad altre fonti di informazione. Le caratteristiche di internet possono rendere difficile per gli utenti differenziare in modo chiaro le informazioni. Quando non sappiamo o non ricordiamo qualcosa, è necessario prendere tempo e compiere uno sforzo, magari cercare un’altra fonte o chiedere ad altri. In tali situazioni è del tutto evidente che le informazioni cercate non sono, in quel momento, accessibile all’interno della nostra memoria. Allo stesso modo, quando eseguiamo una ricerca in internet siamo consapevoli di ricercare conoscenze in una fonte esterna alla nostra mente. A differenza di altre fonti esterne, tuttavia, il web fornisce un accesso più immediato e affidabile per una vasta gamma di informazioni e tale rapidità sembra poter distorcere il modo in cui valutiamo le nostre capacità, portandoci a sovrastimare le nostre conoscenze.

Il successo nel trovare le informazioni in rete, può essere assimilato alla sensazione personale di padronanza su un argomento, portando gli utenti a considerare erroneamente come propria la conoscenza cui accedono online. Possono, cioè, sopravvalutare la percezione di aver immediatamente memorizzato le informazioni recuperate sul web.

Dopo aver utilizzato i motori di ricerca per recuperare risposte o informazioni dimenticate, ad esempio, le persone sembrano credere di aver recuperato da soli tali conoscenze, mostrano un aumento nella propria “autostima cognitiva” (fiducia nella propria capacità di pensare e di ricordare) e prevedono prestazioni superiori in successivi recuperi delle conoscenze senza accedere a Internet (Fisher et al., 2015). Questi effetti sembrano dipendere dall’affidabilità e familiarità del motore di ricerca, suggerendo un’influenza sulle funzioni cognitive e nel riconoscimento dei limiti delle proprie conoscenze e della propria memoria.

Redazione AdoleScienza.it

Riferimenti Bibliografici

Fisher M., Goddu M. K., Keil F. C. (2015). Searching for Explanations: How the Internet Inflates Estimates of Internal Knowledge. Journal of Experimental Psychology. http://dx.doi.org/10.1037/xge0000070

Sparrow B., Liu J., Wegner D.M. (2011). Google effects on memory: Cognitive consequences of having information at our fingertips. Science, 333: 776-778.

Ward A.F. (2013). Supernormal: How the Internet is changing our memories and our minds. Psychological Inquiry, 24: 341-348.

 

 

 

 

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