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Musica e cuffiette: l’abitudine dei ragazzi mette a rischio l’udito


Sono tantissimi gli adolescenti che, con lo smartphone e le cuffiette a portata di mano, ascoltano la musica in ogni momento, sui mezzi pubblici, mentre camminano per strada, mentre studiano e perfino la sera per addormentarsi.

Sicuramente la musica è parte integrante della vita degli adolescenti, ascoltarla in ogni momento libero, con le cuffiette nelle orecchie, ad alto volume e per diverse ore consecutive, rappresenta per loro una forma di evasione, uno sfogo, un modo per esprimere le emozioni e per accompagnare ogni momento della giornata.


È stato riscontrato tuttavia che un’esposizione prolungata e costante di audio e musica può provocare dei disturbi, fino a causare veri e propri danni all’udito.


L’allarme era già stato lanciato in passato dall’OMS (http://www.who.int/pbd/deafness/activities/MLS_Brochure_English_lowres_for_web.pdf), evidenziando l’importanza di rendere coscienti i ragazzi dei rischi che corrono ogni volta che si godono in cuffia la propria musica preferita.

Ora un’altra ricerca, in occasione della Giornata Mondiale dell’Udito, ha voluto analizzare il pericolo legato all’ascolto prolungato di musica con smartphone o altri dispositivi elettronici, per mettere in guardia, soprattutto i più giovani (http://www.journee-audition.org/pdf/cp-enquete-2017.pdf). Dall’indagine, è emerso che più di 7 ragazzi su 10, tra i 15 e i 17 anni, ascoltano musica sul proprio smartphone per più di un’ora, e il 25% per più di 2 ore al giorno. Più l’età si abbassa, inoltre, più aumenta la durata di ascolto della musica mediante l’uso di cellulari e cuffiette.

Un terzo dei giovani non conosce minimamente i pericoli che si corrono adottando queste abitudini e molti di loro sono già a rischio di sviluppare disturbi uditivi e di perdere progressivamente, nel corso degli anni, l’udito. Il 68% dei ragazzi, tra i 15 e i 24 anni, infatti, ha già sperimentato fischi e ronzii nell’orecchio, a causa dell’ascolto prolungato di musica con le cuffie.

Un aspetto da non sottovalutare è che il 65% dei ragazzi ascolta la musica su smartphone principalmente con i modelli di auricolari che si inseriscono direttamente nel padiglione auricolare, aumentando così l’effetto sonoro e le conseguenze negative sull’apparato uditivo.

L’esposizione continua attraverso l’uso di cuffie e auricolari, quindi, può comportare dei rischi che non vengono assolutamente presi in considerazione dai ragazzi, anche perché non sempre sono visibili nell’immediato ma possono manifestarsi anche più tardi.

Per proteggersi da questi rischi, la soluzione non è certo eliminare l’utilizzo di questi dispositivi, ma informare comunque i ragazzi sulle possibili conseguenze per favorirne un uso più consapevole.

Redazione AdoleScienza.it