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Musical.ly: la app dei più piccoli che nasconde autolesionismo e disturbi alimentari all’insaputa dei genitori


Musical.ly è una app di video-sharing che permette di registrare e condividere dei brevi video, la cui durata può oscillare tra i 15 e i 60 secondi, in cui si cantano in playback e si mimano, attraverso gesti e movimenti del corpo, delle canzoni scelte all’interno di un fornitissimo archivio.

Nonostante Musical.ly, come gli altri social network, presenti accortezze per cercare di tutelare i più giovani e ci si possa iscrivere a partire dai 13 anni di età, è una delle app più utilizzate dai bambini il cui accesso è spesso permesso dai genitori, la maggior parte delle volte ignari che si tratti di un social network con cui è possibile interagire con gli altri utenti e da cui si può essere contatti.

Il fatto che i genitori non conoscano i limiti e i pericoli degli strumenti che danno in mano ai figli, li espone ancora di più ad un rischio, in quanto sono completamente soli in balia dei pericoli della rete.


Molto divertente vedere questi bambini in vetrina che cantano e ballano davanti ad una telecamera e fanno a gara a chi riceve più like. Peccato, però, che come tutte le più belle favole al suo interno ci sia in agguato il cattivo, pronto a poter acchiappare gli utenti alle prese con le loro performance. Nasconde, infatti, al suo interno un lato oscuro e un mondo sommerso, che allarma, e non poco, i tantissimi genitori che scoprono questa applicazione quasi per caso: è per tale ragione che bisogna stare sempre in allerta e conoscere i movimenti dei propri figli nel web.

Tra i video condivisi, infatti, sono numerosi i contenuti allarmanti e non idonei all’età, dove si fanno anche riferimenti al suicidio, all’autolesionismo o allusioni sessuali seguiti dagli hashtag # specifici, con l’obiettivo di farli diventare virali e farli circolare maggiormente in rete. Un linguaggio, quello degli hashtag, che forse bisognerebbe conoscere per comprendere come dietro parole apparentemente innocue, si possa nascondere ben altro.

Autolesionismo e disturbi alimentari nel Web

L’autolesionismo è uno dei comportamenti più diffusi tra gli adolescenti, ormai a partire dagli 11 anni, e uno dei fenomeni più presenti nei social, anche in quelli pensati e utilizzati prettamente per finalità positive, come ad esempio anche Wattpad. Ho approfondito in tanti anni di ricerca il modo in cui fenomeno si manifesta anche online e ho pubblicato un libro per Alpes dal titolo “L’autolesionismo nell’era digitale”, che racchiude tutte le modalità di espressione di questo fenomeno in Rete, in quanto ogni giorno ci sono migliaia di video e immagini condivise nei social media.

Sempre più di  frequente troviamo anche immagini di ragazze anoressiche, post che contengono frasi e parole sui disturbi alimentari, che racchiudono la sofferenza di tanti ragazzi, la richiesta di aiuto e anche la voglia di far vedere al mondo il loro problema, un tentativo di condivisione che troppo spesso rischia di inviare messaggi fuorvianti e rinforzare la problematica in questione.

Queste piattaforme troppo spesso diventano dei veri e propri rifugi virtuali, e i bambini e gli adolescenti che vengono a contatto con specifici contenuti, in una fase di crescita in cui non hanno ancora sviluppato una capacità critica, possono non essere in grado di filtrare, per cui sono potenzialmente a rischio di essere invasi da queste immagini e parole.

È importante, dunque, che i genitori conoscano opportunità e rischi delle varie app e l’uso che fanno i figli dello smartphone, poiché i ragazzi hanno bisogno di essere educati sin da piccoli e di avere una guida che, in maniera consapevole, li accompagni nei meandri della Rete e possa fungere da filtro, rispetto ai numerosi contenuti che si possono incontrare nel Web.

di Maura Manca