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“Pressione digitale” e comportamenti a rischio: i media possono influenzare l’utilizzo di alcol e droghe?


La realtà virtuale coinvolge sempre più quotidianamente bambini e adolescenti che in essa sembrano poter rintracciare quei modelli di riferimento e quegli ideali che guidano i loro atteggiamenti e comportamenti, anche attraverso un costante confronto con i pari.

Il rischio di un legame tra utilizzo dei social network e abuso di droghe e alcol è stato osservato dal National Center on Addiction and Substance Abuse della Columbia University (http://www.casacolumbia.org/addiction-research/reports/national-survey-american-attitudes-substance-abuse-teens-2012) in uno studio condotto su un campione di circa 1000 studenti americani, tra i 12 e i 17 anni. Il 75% dei ragazzi intervistati ha affermato che la condivisione e la diffusione su social network quali Facebook o MySpace di foto dei pari che, durante feste o serate in discoteca, utilizzano alcool e marijuana, sembra poter incoraggiare altri ragazzi ad adottare comportamenti simili.

Tali condotte rientrano nell’ambito dei comportamenti a rischio, azioni intenzionali dagli esiti incerti che implicano la possibilità di conseguenze negative per la salute (Cerutti e Manca, 2008) e che possono mettere in pericolo, sia a breve che a lungo termine, il benessere fisico, psicologico e sociale (Bonino e Cattellino, 2000).

Visionare immagini di altri adolescenti che si ubriacano o utilizzano droghe sembra trasmettere l’implicito messaggio che tali atteggiamenti siano divertenti e non pericolosi e permettano di essere maggiormente accettati dal gruppo dei pari. L’indagine rivela una nuova forma di pressione sociale, definita nei termini di pressione digitale: essere “cool”, alla moda, non avere paura di superare i limiti e infrangere le regole sembrano essere condotte estremizzate e proposte costantemente dai social media.


Rispetto ai ragazzi che non hanno mai condiviso e visualizzato sui profili dei propri amici foto con esplicito riferimento all’utilizzo di alcool o marijuana, coloro che hanno visionato tali immagini in contesti virtuali si rivelano essere più propensi a bere in modo eccessivo, fumare e consumare erba, oltre a dichiararsi più disinvolti nell’avere «cattive» amicizie.


La maggiore assunzione di condotte a rischio sembra essere, inoltre, rafforzata dalla grande quantità di tempo in cui i ragazzi restano soli a casa senza supervisione degli adulti (con percentuali che variano dal 17% dei ragazzi di 12-13 anni al 42% degli adolescenti di 16-17 anni). In particolare, coloro che sono spesso soli a casa durante le ore notturne rivelano una maggiore propensione a utilizzare marijuana, alcol e tabacco.

I ricercatori non intendono condannare i social network ma evidenziare l’emergere di un legame significativo che necessita di essere preso in considerazione e riflettuto. Non sono, infatti, solo le reti sociali virtuali a influenzare negativamente atteggiamenti e comportamenti degli adolescenti.

La ricerca ha indagato anche il ruolo di programmi televisivi, quotidianamente trasmessi sulle reti americane e non solo, quali Jersey Shore, Teen Mom, 16 and Pregnant, Skins o Gossip Girl. L’elemento centrale sembra risiedere, dunque, nell’esposizione massiccia a immagini diseducative dei propri coetanei che adottano uno stile di vita pericoloso, cosa che avviene ormai quotidianamente attraverso i differenti social media. Le immagini e con esse gli stili di vita proposti si diffondono in modo rapido e coinvolgono ragazzi sempre più piccoli, con il rischio di condizionare in modo precoce l’assunzione e il mantenimento di comportamenti a rischio.

Il ruolo dei genitori nel guidare i figli rispetto ad un corretto uso della tecnologia è fondamentale e al contempo delicato. Guidare significa educare, NON assumere atteggiamenti invadenti e controllanti che violano il loro desiderio di privacy e autonomia.

 

 

 

Redazione AdoleScienza.it

 

Riferimenti Bibliografici

Bonino S., Cattelino E. (2000). L’adolescenza tra opportunità e rischio. L’uso di sostanze psicoattive. In G.V. Caprara, A. Fonzi (a cura di), “L’età sospesa” Itinerari nel viaggio adolescenziale. pp. 121-154. Giunti. Firenze.

Cerutti R., Manca M. (2008). I comportamenti aggressivi. Percorsi Evolutivi e Rischio Psicopatologico. Nuova Edizione. Roma. Kappa.

Hormes J. (2014). Craving Facebook? Behavioral addiction to online social networking and its association with emotion regulation deficits. Addiction. 109(12): 2079-2088.

Mason M. J. (2014). Social Networks, Substance Use and Mental Health in College Students. Journal of American College Health. 62(7): 470-477.

 

 

 

 

 

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