telefono o costruzioni

Quali sono gli “effetti collaterali” del dare i tablet ai bambini troppo piccoli?


La generazione dei bimbi nata nell’era tecnologica viene definita quella dei nativi digitali. Gli adulti non digitali rimangono interdetti dalla naturalezza e facilità con cui i figli apprendono l’uso di smartphone, tablet, videogiochi e quant’altro. Capita a volte che imparino a usare i tablet ancor prima di parlare e che le prime paroline oltre a mamma o papà siano ipad e simili. Nel congresso tenuto a Manchester dal 14 al 16 aprile 2014, dalla Association of Teachers and Lecturers, i maestri hanno sottolineato le proprie perplessità circa il fatto che i bambini non usino più le costruzioni, si annoino a fare determinati giochi e, con questa tipologia di giocattoli, addirittura non sanno più cosa fare. In sintesi le loro perplessità ruotano intorno alle difficoltà di manipolazione, socializzazione e concentrazione.

 Qual è il rischio?

 

Il rischio è quello di abusare di questi oggetti e di perdere le risorse dei giochi reali.


Il reale e il digitale NON sono interscambiabili. Stimolano in maniera differente il cervello del bambino e, soprattutto nei giochi concreti, è coinvolto anche l’uso del corpo attraverso i movimenti.


Un altro aspetto che bisogna sottolineare è che molto spesso i bambini che passano troppo tempo letteralmente attaccati a questi oggetti assumo posture totalmente sbagliate, la schiena storta, lo schermo troppo vicino agli occhi, il collo troppo piegato e le mani assumono una posizione innaturale. Non bisogna dimenticarsi che i bimbi sono in una fase di crescita e questi aspetti, a lungo andare, possono favorire l’insorgenza di problematiche a livello osteo-articolari e agli occhi.

A livello psicologico si rischia di perdere gli aspetti legati alla creatività, inventiva, e, soprattutto, quelli legati alla sperimentazione dell’auto efficacia favorita dal vedere la realizzazione del gioco e l’efficacia delle strategie adottate per giocare! Quando si gioca con le costruzioni o con giochi creati da loro, sono i bambini che decidono quando porre fine al gioco e come portalo avanti, mentre nel caso dell’uso dei tablet o smartphone il gioco è già costruito e la macchina comunica solo l’esito dell’esecuzione.

A livello sociale si perde l’aspetto relazionale e di interazione con i coetanei fondamentale durante le fasi di crescita per imparare la cooperazione, la condivisione, il rispetto dell’altro e degli spazi altrui.

Quando si utilizzano le app e i giochi scaricabili nei Tablet il bambino deve solo eseguire. Impara le regole del gioco, le applica e, una volta che ha imparato tutte le variabili, le ripropone in modo ripetitivo e senza pensare.

Secondo gli esperti bisogna stare attenti anche alle condizioni di abuso, perché possono favorire l’insorgere della dipendenza dalle app e/o dall’oggetto tecnologico perché sembra che alcune app siano state progettate con una serie di stimoli, tempi e ripetitività delle immagini che possono portare al rilascio di dopamina.

Per un uso corretto di tablet e smartphone da parte dei bambini, genitori e inseganti dovrebbero fare un’adeguata educazione alla tecnologia.

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di Maura Manca, Psicoterapeuta

Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza

Direttore di AdoleScienza.it

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