Report cellulare

Report sull’uso del telefono cellulare in adolescenza. Cos’è cambiato dal 2005 al 2013?


Per i giovani possedere un cellulare è  indispensabile per vivere nella società moderna, per essere accettati e integrati nel gruppo dei coetanei e soprattutto, per poter comunicare con loro.
Ormai si è arrivati alla completa estremizzazione della mediazione del telefonino che sta diventando  l’unico strumento per gestire abitualmente le relazioni sociali e un sostituto della comunicazione reale.
In questi ultimi anni è cambiato totalmente l’uso che si fa del cellulare e l’età degli utenti che si sta abbassando vertiginosamente. Ormai, anche i bimbi più piccoli hanno già in mano un telefono cellulare o un tablet, finto o della mamma, nella culla e, qualche anno dopo, vero anche da utilizzare solo per giocare.
È interessante notare come questa evoluzione si sia attuata nel corso di pochi anni.
In un’indagine condotta da Manca e colleghi nel 2005, sulle dipendenze comportamentali in adolescenza e, pubblicata negli atti del V Convegno Nazionale “La prevenzione nella scuola e nella comunità. Dal cambiamento individuale al cambiamento sociale”, sono stati analizzati l’uso, l’abuso e la dipendenza anche dal telefono cellulare.
La quasi totalità del campione, costituito da 253 di adolescenti, ha dichiarato di possedere un cellulare e lo ha avuto mediamente a 12 anni, in un età compresa tra gli 8 i 14 anni e lo tiene con se mediamente 12 ore al giorno, con un 10,3% per più di 12 ore.
Nel 2005 si ricercavano promozioni per l’invio di foto, perché costavano tanto, per cui gli invii erano, di conseguenza, limitati alle immagini più significative, non come oggi che si comunica solo con le foto. Anche gli sms, quando non si trovava la promozione giusta, erano a pagamento e bisognava stare in 160 caratteri. Questo ha portato a dover abbreviare tutte le parole fino ad arrivare a scrivere delle conversazioni sillabate per risparmiare spazio, come per esempio : c6? kfai? (ci sei, che fai?); sn cs (sono a casa); ttel? (ti telefono?); tp xxx (tra poco, baci, baci, baci).
Dopo 5 anni questo aspetto non esiste quasi più perché ormai è cambiato il mercato della telefonia cellulare, le compagnie offrono contratti o ricaricabili comprensivi di internet, messaggi e telefonate, che ormai contano pochissimo in quanto si parla quasi esclusivamente attraverso la rete, principalmente con i Social Network e le chat di Instant Messanger.
Nel 2010, l’Osservatorio Provinciale sul fenomeno del bullismo operante presso l’Ufficio Scolastico Provinciale di Oristano, in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Oristano, ha condotto uno studio sulla rilevazione del bullismo e del cyberbullismo nelle scuole secondarie di I e II grado. Alla ricerca hanno partecipato 857 studenti per le scuole di I grado e 1512 per quelle di II grado. Oltre agli strumenti per rilevare le prevaricazioni è stato somministrato un questionario per analizzare l’utilizzo del cellulare e della rete internet.
Dei preadolescenti, il 95,5% degli intervistati, ha dichiarato di possedere un cellulare e, il 20%, due, rispetto al 99,4% degli adolescenti che ne ha uno, al 19,3% , due e al 5,4% addirittura tre cellulari (più le ragazze rispetto ai ragazzi).
Altro dato emblematico è che l’80,6% degli studenti intervistati ha avuto tra le mani un cellulare tra i 5 e i 10 anni. Mentre il restante 19,4% tra i 10 e 15 anni. Rispetto ai ragazzi delle scuole secondarie di I grado, gli adolescenti hanno cominciato ad avere un cellulare tra i 5 e i 10 anni (33,4%) mentre la maggior parte (65,4%) lo ha avuto tra gli 11 e i 15 anni.

Se nel 2005 gli adolescenti venivano in possesso di un telefono cellulare mediamente a 12 anni, nel 2010, l’età si è abbassata drasticamente. Il dato più significativo, però, è che i ragazzi più piccoli hanno avuto quasi tutti i cellulari già a partire delle scuole primarie.

ATTENZIONE! Questo dato deve assolutamente far riflettere su come nell’arco di pochi anni la diffusione del telefono cellulare tra i più giovani si sia letteralmente moltiplicata, facendola diventare per questo la @generation.

Che cosa è cambiato nel 2013?

Rispetto al decennio scorso il cambiamento più rilevante è che in questi ultimi anni, anche la generazione dei più giovani, è entrata in possesso degli smartphone più tecnologici diventandone l’utenza di maggior consumo.
Questa tipologia di telefoni è in grado di soddisfare qualsiasi tipo di esigenza, dai servizi di telefonia, a internet, alla musica, alle fotocamere e videocamere. In questo modo le ore che gli adolescenti trascorrono “in compagnia” del proprio cellulare sono aumentate drasticamente.
In un comunicato stampa del 04/02/13 pubblicato su www.savethechildren.it sono riportati i dati in una ricerca intitolata “I ragazzi e il cyber bullismo”, realizzata da Ipsos, in cui si evidenzia che il 88% degli adolescenti possiede un telefono cellulare, il 71% uno smartphone e il 42% un tablet.
Con la massiccia diffusione degli smartphone anche tra i più piccoli È CAMBIATO totalmente l’uso del mezzo stesso, utilizzato ormai come strumento per comunicare a tutti e in ogni momento la propria posizione, cosa si sta facendo e cosa si farà attraverso immagini, video, foto e messaggi vocali.

 Come viene utilizzato il cellulare dagli adolescenti?

Gli adolescenti ormai utilizzano il cellulare per fare tutto, oltre per la comunicazione, per ascoltare musica, scaricare qualsiasi tipo di file, guardare filmati, giocare, fare foto e video, ricerche per scuola, in poche parole non si può più vivere senza uno smartphone.

Di seguito sono riportati alcuni dati sull’utilizzo del telefono cellulare:

Utilizzo Cellulare adolescenti

Facendo una distinzione tra i sessi, le ragazze lo usano più per “messaggiare” e comunicare, mentre i ragazzi per giocare.
Il cellulare è, per i ragazzi, un mezzo che facilita la comunicazione con gli altri (53% preadolescenti; 58% adolescenti), ma anche un rimedio contro la noia (26% preadolescenti; 19% adolescenti) mentre per circa il 3% è un mezzo per fare scherzi e prendere in giro i compagni di scuola e un mezzo per offendere e mettere in imbarazzo o ricattare i coetanei.
Il fatto che gli adolescenti lo vedano come un rimedio contro la noia è un dato estremamente interessante, perché ormai non esiste più un momento in cui ci si trova senza far niente, a pensare, a riflettere. Non ci si guarda più intorno, non si osserva più e quando ci si trova in un luogo pubblico, non si parla più con la gente ma ci si chiude con le cuffiette nelle orecchie e la testa china su uno schermo. Se si osservano le fermate dell’autobus, i ragazzi sono tutti attaccati al cellulare, nessuno guarda più l’altro, anche nei bar, nelle pizzerie. Se ci si trova da soli, in un secondo, si tira fuori il cellulare e ci si sente subito “in compagnia”, in contatto con il mondo e con gli altri per cui non si è mai soli. Questa però è una mera illusione perché è in questa epoca che si è veramente soli perché tutto il mondo sociale e degli amici è racchiuso dentro un piccolo telefono che teniamo tra le mani, non esiste più il piacere della condivisione con l’altro, il contatto o l’abbraccio.

 di Maura Manca

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