Second Life

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LO SAPEVI CHE E’ POSSIBILE VIVERE IN UN MONDO IN CUI SI PUO’ ESSERE TUTTO CIO’ CHE SI VUOLE?

Ebbene si, sono ormai svariati anni che è possibile vivere in un mondo parallelo che promette un’alternativa alla vita reale, dove si può essere in qualsiasi modo si voglia, indossare capi alla moda, scegliere uno stile, entrare a far parte di una comunità con cui condividere interessi ed esperienze, semplicemente avere tutto ciò che si desidera con un semplice “click”. Questi giochi online hanno ormai milioni di iscritti che comunicano tra loro in una realtà parallela.

IN COSA CONSISTE?

Una volta entrati in questa realtà virtuale bisogna creare un avatar cioè una “persona” che vivrà all’interno della comunità: è possibile scegliere un nome e un cognome, modellare il proprio corpo in ogni minimo dettaglio, definire altezza, taglia, scegliere pettinatura, colore di occhi, capelli, pelle, movimenti e postura, comprare ogni tipo di capo d’abbigliamento e accessorio o addirittura crearli personalmente. Ciò che si verifica è una vera e propria proiezione di aspetti della personalità che porteranno a fondere nell’Avatar immagine reale ed immagine ideale di ogni individuo. Il suo aspetto, quasi come fosse un biglietto da visita, fornisce una nuova identità e insieme allo scudo fornito dall’anonimato, permette di essere meno inibiti, di comunicare con minore difficoltà e ansia, di svolgere attività di qualsiasi genere senza rischio di critiche e giudizi, di esprimersi in totale libertà… semplicemente di essere chi si desidera essere. Lo scenario che si presenta risponde precisamente ai bisogni di socializzazione, riconoscimento, condivisione e appartenenza, bisogni particolarmente significativi nella fase adolescenziale.

Questa “seconda vita”  permette di entrare in contatto con persone fisicamente lontane ma che, al contrario, vengono percepite come vicine, con cui è possibile stabilire legami intimi e profondi basati sulla condivisione di tempo, pensieri, esperienze ludiche ma anche affettive (pensiamo alla possibilità di scegliersi reciprocamente come “partner” o addirittura di sposarsi), in un mondo, o meglio, in una comunità in cui giorno dopo giorno, ora online dopo ora, si sente di appartenere realmente, dove più si è presenti e più si diviene riconosciuti, accettati, stimati.

MA QUAL E’ IL “PREZZO” DI TUTTO QUESTO? E QUALI SONO I RISCHI?

Se da una parte l’esperienza di una vita alternativa in un mondo virtuale può permettere di “giocare” sperimentandosi in ruoli e situazioni nuove e dando voce alla propria creatività e fantasia, il pericolo è quello che un individuo particolarmente a rischio si identifichi totalmente con il proprio ’“alter ego”. Spesso l’avatar viene creato allo scopo di compensare vissuti personali di inadeguatezza e problematiche relazionali e rappresenta, quindi, una quotidianità da cui si desidera scappare perché fatta di frustrazione e sofferenza. Tale identificazione, se da un lato sarà in grado di dare soddisfazioni e serenità momentanee, tuttavia potrà spingere l’individuo fino all’isolamento e all’alienazione che finiranno per peggiorare ulteriormente la qualità della sua vita una volta spento il computer, cronicizzando la solitudine e la non accettazione di se stesso e della vita che porta avanti.

Ciò che si verifica è il graduale sviluppo di una vera e propria dipendenza secondo cui avviene un capovolgimento tra realtà parallele: la vita virtuale diventa quella reale e quest’ultima viene ridotta ed organizzata in modo da ritagliare sempre più spazio ed energie da investire online.

La vita online diventa il centro della propria esistenza, una vera e propria ossessione che accompagna la persona tutto il tempo che passa fuori casa. Le relazioni vissute all’interno della seconda vita rischiano di venire idealizzate e vissute con un investimento estremo. Tantissimi ragazzi vivono ormai da numerosi anni nascosti in un vita che non c’è per paura di affrontare il mondo reale.

di Marta Teatini

Immagine tratta da Second Life

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