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Selfie e chirurgia estetica: fin dove si è disposti ad arrivare per apparire perfetti?


La ricerca della popolarità e il bisogno di ricevere approvazioni social sono una vera e propria sfida per gli adolescenti, sempre più concentrati nella realizzazione del selfie perfetto da condividere online.

Nelle vetrine social, in cui si è continuamente esposti al giudizio altrui, selfie e foto non sono mai scelti casualmente dai ragazzi, ma sono studiati nei minimi dettagli. Sono sempre di più gli adolescenti, soprattutto ragazze, e non solo direi, visto che anche il mondo degli adulti si sta ammalando di “selfite”, che scattano numerosissime foto prima di scegliere la migliore da postare, facendo modifiche su modifiche con app apposite e utilizzando i filtri che si trovano nei vari social, per cercare di apparire al meglio. Tantissimi ragazzi arrivano addirittura a snellire le gambe, eliminare la pancia, definire gli addominali e i pettorali. Sta diventano quasi un lavoro a tempo pieno e uno stress non indifferente perché dopo tutta questa fatica si spera almeno che il numero di like salga esponenzialmente insieme ai commenti positivi.

I social amplificano e colmano perfettamente il nostro bisogno di ricompensa. La ricompensa è immediata ed è rinforzata dalla reciprocità. L’immediatezza e l’interazione alimentano indubbiamente il tempo della durata delle connessioni e la ricerca del piacere generato dalla approvazione social e dai like. I “mi piace” favoriscono la secrezione di dopamina, un neurotrasmettitore che ci fa provare una sensazione di piacere, la stessa che si genera quando vinciamo al gioco e ci induce a continuare a pubblicare e a fare sempre meglio per vivere le sensazioni di piacere generato dall’appagamento social. Questo meccanismo è quello, insieme a una personalità di tipo ansioso e una fragilità interiore, nonché insicurezza, che ci spinge a “osare”, a vivere in funzione delle apparenze e ad arrivare a ricorrere anche alla chirurgia estetica. E’ vero anche che esistono coloro che sono vittime del social specchio, un po’ come Narciso, e si rispecchiamo nel numero dei like e nei commenti positivi, fino a diventare schiavi della propria immagine e trascorrere ore ed ore a guardare e riguardare le proprie foto, a contare i “mi piace”, a rileggere i commenti e a cercare lo scatto sempre più performante.

La ricerca dell’autoscatto perfetto sembra condizionare a tal punto gli adolescenti che sono disposti a qualsiasi cosa pur di ottenere i like, fino a ricorrere addirittura alla medicina estetica e alla chirurgia plastica pur di eliminare le imperfezioni del proprio corpo.

Il 13% dei ragazzi, infatti, ha seguito una dieta per piacersi di più nei selfie, 1 su 10 ha effettuato trattamenti di medicina estetica, dimagranti, anticellulite e trattamenti per apparire più bello/a e il 22% ricorrerebbe alla chirurgia estetica se i genitori approvassero. Un dato allarmante è che anche nella fascia degli 11-13 anni, circa 1 su 10 utilizzerebbe la chirurgia estetica se i genitori dessero il consenso (Dati Osservatorio Nazionale Adolescenza Onlus).


Il condizionamento parte dalla rete, ma gli effetti sono nella vita reale

Il condizionamento è dato dal numero dei like, dall’approvazione social che influisce non solo sull’umore, sull’autostima e sulla sicurezza personale, ma spinge anche le ragazze a ricorrere a diete drastiche o a modificare il proprio corpo, dal naso, agli interventi per apparire più magri e in forma, all’ombelico da mettere in mostra soprattutto nel periodo estivo, pur di essere approvate da un punto di vista sociale e social.

L’ultima novità, attualmente diffusa negli Stati Uniti, sembra essere proprio l’ombelico a forma di goccia, richiesto da moltissime donne e ragazze che sono disposte a questo piccolo intervento pur di seguire le mode e non essere escluse dalle vetrine dei social network.


Sempre più insoddisfatti del proprio corpo e sempre più piccoli

Un altro elemento estremamente rilevante è legato all’età, sempre più bassa, in cui si inizia ad essere insoddisfatti del proprio aspetto: già a partire dai 7-8 anni, le bambine si lamentano di essere “grasse” e non si piacciono quando si guardano allo specchio.

Ciò che conta è inseguire e raggiungere il modello ideale di bellezza proposto costantemente dai social media.

Non a caso il 63% dei ragazzi dichiara di sentirsi più sicuro quando è più magro o riesce a raggiungere il peso ideale: un problema maggiormente femminile, in quanto per il 76% sono ragazze. Tutto questo porta così alla ricerca di un corpo socialmente accettato e ad inseguire tutti quei modelli di riferimento social.

Bisogna tener conto di come i ragazzi oggi siano sottoposti, fin da bambini, alla pressione di media e modelli sociali che diffondono una precisa idea di bellezza, ispirata alla magrezza e al controllo dell’immagine. Il corpo si trasforma, in questo modo, in un oggetto da controllare e modificare pur di apparire in un certo modo e di eliminare ogni imperfezione.

di Maura Manca