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Shitstorm o tempesta di escrementi: la moda che rimbalza da un social all’altro


Social network e app di messaggistica istantanea sono strumenti ormai consolidati soprattutto tra i più giovani, hanno modificato il modo di comunicare e interagire e presentano sempre più novità e vantaggi.

Tutte queste possibilità di utilizzo però possono anche essere utilizzate in maniera distorta e patologica e creare terreno fertile in cui far attecchire fenomeni pericolosi. 

Uno di questi è il cosiddetto SHITSTORM, letteralmente “tempesta di escrementi”.

Di che si tratta?

È una pratica, che è dilagata principalmente sul social network Facebook, messa in atto da un gruppo di persone che si divertono a rubare gruppi per farne poi tutto ciò che si vuole. Viene clonato il profilo di uno degli amministratori di un gruppo attraverso le pratiche di social hacking, per entrare nell’account e prendere completo controllo del gruppo. In questo modo, si eliminano i veri amministratori per sostituirli con i propri complici, con l’intento di rimuovere il gruppo o iniziare ad infastidirne e insultarne i membri con post volgari, ingiuriosi e violenti.

L’aspetto preoccupante è che tale fenomeno sembra stia prendendo piede anche su Telegram, un’app di messaggistica istantanea, meno usata dagli adolescenti, dove si può agire più indisturbati e nascosti anche dal controllo degli adulti che non conoscono queste app meno conosciute e rubare l’identità di una persona e utilizzare canali appositi per scatenare contro i malcapitati una tempesta di provocazioni, insulti e offese, con post mirati ad attaccare la community, forti del fatto che si è nascosti dietro ad uno schermo.


Chat segrete e canali: possibilità e rischi

Con Telegram i ragazzi possono inviare messaggi, foto, video e file di ogni tipo, utilizzare chat segrete con l’autodistruzione dei messaggi dopo un tempo stabilito. Tutte funzioni innovative che, come ogni app, possono anche essere utilizzate in maniera distorta e patologica.

Oggi è possibile anche creare dei “canali” in cui l’amministratore che può rimanere anche anonimo, può inviare dei messaggi pubblici al quale gli utenti non possono rispondere ma solo rinviarli ad altri contatti o canali. I canali permettono di diffondere messaggi ad un ampio pubblico: basta scegliere un nome, una descrizione e iniziare ad inserire dei contatti, dopodiché qualsiasi persona può raggiungere il canale e unirsi. La comunicazione è unilaterale, solo chi crea il canale può inviare messaggi e file, mentre gli iscritti non possono né interagire né rispondere, ma solo visualizzare.

È un modo veloce per inviare informazioni utili agli iscritti ma i pericoli sono dietro l’angolo e, come ogni strumento del web, anche questo può essere utilizzato in maniera impropria, come creare comunità pericolose e dar vita al fenomeno dello Shitstorm con cui diffondere materiale inappropriato, pornografico e violento e agire forme di violazione della privacy e cyberbullismo.


Redazione AdoleScienza.it

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