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Smartphone che contengono e che riempiono i vuoti


Lo smartphone è diventato parte integrante del nostro quotidiano, del nostro pensare, delle nostre relazioni. Tendenzialmente i nostri comportamenti sono aiutati o condizionati da un telefonino in grado ormai di fare tutto, dal ricordarci quello che dobbiamo fare, al contenere i nostri stati emotivi, ma arriveremo al fatto che ci dirà anche quello che dobbiamo fare.

Gli smartphone e i tablet hanno il collegamento alla rete e Internet è diventato un mondo virtuale in grado di rispondere alle esigenze di ognuno di noi, uno spazio in cui ci si può muovere in libertà, anche nascosti sotto una falsa identità, ci si può sentire forti, utili, efficaci, si può essere quello che non si è nella vita. Le persone passano un tempo molto consistente attaccati alla rete, soprattutto sui social network e sulle chat di messaggistica istantanea.

Controllo, curiosità, confronto con  gli altri, sfogo della propria rabbia, ricerca di soluzioni, scarico delle proprie frustrazioni, passatempo per non pensare alla completa mancanza di interessi e di stimoli della propria vita reale.

In fin dei conti possiamo parlare di un duplice ruolo dello smartphone: un ruolo contenitivo ed uno riempitivo.

Si parla di RUOLO RIEMPITIVO quando viene utilizzato prettamente nelle attese, in quegli attimi e secondi in cui si potrebbe stare soli, magari a pensare, a riflettere, in coda da qualche parte. Non si guardano gli altri, ci isola nel mondo della condivisione globale, non si interagisce, non ci si confronta. Basta guardare le fermate degli autobus, delle metro, le code al supermercato, dal dottore, alla posta, ormai tutti con la testa inchinata con gli occhi fissi su uno schermo. Al ristorante se si è in attesa di qualcuno o se l’altro va un attimo in bagno mai sia stare un secondo da soli, c’è quasi l’imbarazzo di un potenziale contatto, si aggancia con ansia il telefono e si è subito in compagnia e si è scampato il pericolo!

Ormai è un gesto quasi automatico, non si pensa neanche, si mangia col telefono, si comunica con il telefono, “guarda cosa ti faccio vedere”, le parole hanno perso il significato rubato dalle immagini e dai video di un telefono. Ho visto che eri lì, ho visto che hai fatto quello o questo”, perché parlare e comunicare se tanto si posta tutto sui social network? Ormai sono tutti informati e quindi nei momenti di vera condivisione cosa si condivide? Perché no, un bel selfie, una bella foto ed una bella frase da postare sui social ecco fatto, trovato il modo di stare insieme.

L’altro ruolo dello smartphone è quello CONTENITIVO, in genere di stati d’animo depressivi, permette di “spostare” in certo senso i propri problemi in un mondo digitale, ci si trasferisce e si vive una vita parallela senza rendersi conto che intanto casi ci si sta alienando dalla realtà, che anche se si ha l’illusione di vivere non si sta realmente vivendo. Non accade solo agli adulti, è la triste realtà in cui sono incastrati numerosi adolescenti che vivono incastrati nella rete, che ne fanno un uso compensatorio e contenitivo che non ne posso quindi fare a meno per cui meandro dopo meandro nel mondo digitale e virtuale diventano dipendenti e non si rendono neanche conto di annullare se stessi.

Ovviamente NON è una critica alla tecnologia, non è allarmismo, non è pessimismo e soprattutto non è generalizzazione. È constatazione, è un cambiamento a cui tutti siamo sottoposti, i più lanciati nel mondo digitale e i più restii. Non si può prescindere dalla tecnologia è il presente ed è il futuro, ci si deve adattare però in maniera consapevole e tanti giovani, insieme a tanti adulti non in grado di farlo e vivono in una condizione di abuso o di dipendenza.

di Maura Manca, Psicoterapeuta

Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza

Direttore AdoleScienza.it

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