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Smartphone e tablet non sono un ciuccio digitale per calmare i capricci dei bambini


La tecnologia è ormai parte integrante della vita quotidiana dei più piccoli: infatti 1 bambino su 5, in Italia, entra in contatto con smartphone e tablet già nel primo anno di vita e molto spesso vengono utilizzati dai genitori per calmare i capricci dei bambini. Come sottolinea la dott.ssa Maura Manca, non devono essere usati come ciucci digitali, come calmanti con effetto anestetizzante che li blocca nelle loro azioni. Devono essere utilizzati per gli aspetti positivi legati alle abilità cognitive e di problem solving, ai contenuti digitali e non come una smartata.

Già ad un anno con lo smartphone in mano

Lo rivela il sondaggio, condotto dal Centro per la Salute del Bambino Onlus in collaborazione con l’Associazione Culturale Pediatri, sul rapporto fra infanzia e tecnologie digitali, che ha analizzato la diffusione dei dispositivi tecnologici fra i bambini al di sotto dei 5 anni. Quasi 1.400 le famiglie coinvolte, fra le quali la presenza dello smartphone in casa è arrivata fino al 100%, la televisione al 95% e il tablet al 68%. 1 bambino su 5 entra in contatto con uno smartphone o un’altra tecnologia touch entro il primo anno di vita. Il 60% dei genitori permette ai figli al di sotto dei 2 anni di giocare con smartphone e tecnologie varie, e il numero sale fino all’80% per i bambini di 5 anni.

Smartphone e tablet come ciuccio digitale

I genitori molto spesso, per tener buoni i bambini o non farli piangere, danno loro cellulare, tablet o computer per giocare o guardare cartoni e video. Il 30% dei genitori ricorre a questo espediente nel primo anno di età, oltre il 70% nella fase dei “terribili due anni” e la percentuale resta costante nella fascia fra 3 e 5 anni, indicando un comportamento che si è ormai consolidato.

Se tv, smartphone e tablet vengono usati in modo appropriato all’età e condiviso con i genitori possono essere utili per il divertimento, lo svago e lo sviluppo di alcune competenze. Tuttavia, secondo lo stesso rapporto, i nuovi media possono ridurre la capacità di attenzione, aumentando nei bambini le difficoltà di concentrazione e comprensione.

Ricorrere a uno schermo per calmare un capriccio rischia di incentivare comportamenti simili in futuro. Accade così, sempre più spesso, che bambini non ancora in grado di leggere, scrivere, parlare o camminare (se si considera il primo anno di vita), sanno tuttavia utilizzare un cellulare, esplorare il mondo virtuale e navigare. Tenerli buoni o bloccare un pianto non può, tuttavia, giustificare il ricorso costante a smartphone e tablet come una sorta di moderno ciuccio digitale che riporta la tranquillità, isolando il bambino dalla realtà circostante. Inoltre, anche quando si permette ai bambini di utilizzare la tecnologia deve esserci sempre la supervisione e l’interazione con i genitori e/o gli altri bambini.

Perché NON utilizzare i tablet e gli smartphone come una TATA?

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