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Smartphone e tablet usati come baby-sitter o ciucci digitali: aumentano i disturbi del sonno per bambini e ragazzi


È sempre più frequente vedere bambini, anche molto piccoli, con lo smartphone o il tablet in mano per giocare, ascoltare e guardare video delle loro canzoncine preferite, disegnare sulle apposite applicazioni; troppo spesso tali dispositivi finiscono per essere utilizzati come una sorta di sostituto della babysitter o come ciuccio digitale per calmare i capricci e farli stare buoni. I nativi digitali vivono un legame sempre più forte con le nuove tecnologie, vengono utilizzate fin dalle scuole elementari, se non prima, e nonostante i vantaggi, l’iperconnessione ha controindicazioni ed effetti negativi su bambini e ragazzi.


Un recente sondaggio condotto dall’Australian Child Health Poll conferma risultati preoccupanti: un terzo dei bimbi in età prescolare e due terzi dei bambini in età scolare possiedono già un proprio smartphone o un tablet, e il 50% di loro li utilizza senza la presenza dei genitori. La tecnologia diventa, dunque, sempre più spesso, una sorta di baby-sitter, alla quale si ricorre per diversi motivi, come ad esempio calmare i capricci e trovare un momento per occuparsi delle faccende di casa. Gli effetti positivi che immediatamente sembrano essere raggiunti (il pianto si ferma come per magia, a colpi di click) vengono, però, contestati ormai da medici e pediatri che avvertono sui rischi per la salute di bambini e ragazzi legati a un uso eccessivo dei dispositivi tecnologici.


Baby-sitter e ciucci digitali aumentano i disturbi del sonno

Tra i diversi effetti un ruolo predominante è rivestito dai disturbi del sonno, che colpiscono bambini e ragazzi eccessivamente connessi a smartphone e tablet. Questo rappresenta, infatti, l’effetto collaterale più grave che emerge dall’indagine, in quanto quasi la metà dei bambini (43%) utilizza regolarmente smartphone e tablet la sera prima di andare a dormire, quando è già a letto. Sin da piccoli ci si abitua, dunque, a smanettare sui dispositivi tecnologici per troppe ore. 14 ore a settimana per i neonati, che diventano 26 per i bambini dai 2 ai 6 anni e 32 dai 6 ai 12 anni: troppo tempo passato con gli occhi sugli schermi di smartphone, videogiochi e tablet.

 

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Le ragioni dell’insonnia

Utilizzare in modo eccessivo dispositivi elettronici, sempre più spesso costantemente controllati anche nelle ore notturne, finisce per disturbare il riposo di bambini e ragazzi, principalmente per tre ragioni. Anzitutto, tablet e smarphone possono spostare in avanti l’ora in cui vanno a dormire o ridurre la durata del sonno. Questi strumenti tendono, inoltre, a sovraeccitare i più piccoli, che fanno fatica ad addormentarsi o avranno un sonno più agitato. Infine, la luce blu degli schermi sembra favorire un’alterazione dei ritmi circadiani, andando ad influenzare anche la produzione di melatonina.


Un utilizzo eccessivo o inadeguato di questo tipo di dispositivi sottrae bambini e ragazzi del tempo da dedicare alle relazioni con gli amici o con i genitori. Più i genitori sono digitali, più i figli tendono a utilizzare precocemente smartphone e tablet, troppo spesso senza limiti di tempo e in solitudine. Sin dai primissimi contatti con la tecnologia è, invece, molto importante vigilare ed educare bambini e ragazzi verso un uso corretto e adeguato, supervisionato e mediato dalla presenza dell’adulto e che non sottragga tempo e spazio alla relazione e alle interazioni.


 

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Redazione AdoleScienza.it

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