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Social street: quando il virtuale diventa reale


La vita quotidiana è il teatro delle nostre esperienze. È nel quotidiano, infatti, che costruiamo il senso della nostra esistenza a partire da vissuti, azioni ed emozioni. Questo terreno di relazioni ed esperienze ha visto aumentare i suoi confini attraverso il definirsi di nuovi campi di azione e di relazione nei mondi digitali. L’avvento di internet, la nascita e il diffondersi dei social network hanno determinato un ampliamento dei contesti entro cui familiarizzare con il mondo esterno e fare esperienza. Spesso il rischio connesso all’utilizzo delle nuove tecnologie è diventato quello di limitare le interazioni sociali quotidiane ai contatti online.

Nasce invece a Bologna, dall’iniziativa di un papà che troppo spesso osservava il figlio giocare da solo trascorrendo il tempo davanti al computer e con l’obiettivo di cercare dei compagni di giochi per il figlio, l’idea di creare una Social Street. Un gruppo chiuso su Facebook e un po’ di volantini distribuiti tra gli abitanti della strada hanno permesso di organizzare e diffondere inziative di condivisione e socializzazione: il giardino di comunità, lo scambio di informazioni, gli appuntamenti di sport, cucina e pittura, i social birthday (compleanni di strada per festeggiare insieme un evento particolare), il falsh mob di Natale per scambiarsi gli auguri in un modo nuovo e particolare.

L’obiettivo è socializzare con i vicini di casa, riscoprendosi come una risorsa l’uno per l’altro, aiutarsi reciprocamente, condividere attività, organizzare iniziative per il proprio quartiere, promuovere progetti collettivi, trascorrere insieme il tempo libero, instaurare un legame. Un’idea estremamente semplice che utilizza i social network per promuovere obiettivi di comunità e costruzioni di gruppi e legami spontanei. La piattaforma di un social network può, dunque, rappresentare anche un contesto digitale in cui le relazioni prendono forma fino a costituire una vera e propria rete sociale. Facebook diventa uno strumento attraverso il quale conoscere e incontrare le persone che abbiamo accanto e con le quali, spesso, si rischia di non interagire realmente. Così, persone che pur stando vicine si erano quasi ignorate, iniziano a conoscersi, incontrarsi e aiutarsi. Già verso la fine degli anni Novanta, grazie alla diffusione di Internet, erano stati creati laboratori partecipativi online per consentire alle persone di contribuire attivamente alla scelta dei progetti da realizzare, ad esempio, per la riqualificazione del proprio quartiere. La partecipazione elettronica va oggi oltre le dimensioni dello spazio e del tempo, consentendo a ciascuno di esprimere le proprie opinioni producendo un significativo contributo ed apportando nuove idee.

Social Street si declina dunque in una differente modalità di vivere la propria città, ricostruendo il senso di comunità e restituendo importanza e valore alle reti sociali. E per farlo utilizza proprio la creazione di gruppi chiusi su Facebook con l’obiettivo, appunto, di condividere necessità ed esperienze, di conoscersi ed instaurare rapporti di fiducia.

Redazione AdoleScienza.it

 

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