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Storie condivise “a tempo determinato”: la nuova funzione social che attrae i ragazzi


I social network sono sempre in aggiornamento con l’inserimento di nuove funzioni che affascinano sempre di più i giovani. Ed è così che anche Facebook ha introdotto la possibilità di creare foto e video particolari e condividere a tempo determinato certi contenuti.

Stiamo parlando della possibilità di utilizzare una fotocamera interna con strumenti, filtri, sticker ed effetti che attraggono molto, soprattutto gli adolescenti, in quanto permettono di comunicare in maniera creativa e interattiva. I contenuti condivisi riguardano soprattutto le fotografie, in particolare i selfie, che adesso possono essere modificati direttamente con gli strumenti della fotocamera, migliorando così gli autoscatti, alla ricerca di approvazioni e like. Le foto e i video possono essere poi condivisi sulla propria bacheca, dove predomina una comunicazione fatta prevalentemente da immagini.


Storie raccontate in pillole

Ormai è cambiato il modo di comunicare, ora è tutto più incentrato sulla condivisione di contenuti visivi, immagini e video, che hanno preso piede rispetto alla comunicazione attraverso messaggi di testo. I ragazzi sono spinti ad utilizzare questi tipi di social e strumenti, seguono le tendenze e appena esce un nuovo aggiornamento sono pronti ad utilizzarlo.

Un’altra funzione che attrae molto i giovani riguarda la creazione delle cosiddette Stories, ora possibile anche su Facebook, scatti personali attraverso cui si raccontano in pillole i momenti salienti della propria giornata. Si tratta di contenuti che vengono condivisi con gli altri utenti, visualizzabili per 24 ore prima di cancellarsi in automatico. Gli “amici” hanno la possibilità di commentare la storia postata e interagire inviando un messaggio individuale.

Foto e video “usa e getta” condivisi con chi vuoi

Sono sempre più diffuse, infatti, le funzioni che permettono di condividere istantaneamente con gli altri, immagini e filmati che “non durano per sempre”. È possibile anche selezionare gli amici a cui inviare certi contenuti, con l’opzione Facebook Direct, scegliendo se condividere con uno, con dieci o cento persone, foto e video che si autodistruggono dopo un giorno.

Alla base di una condivisione istantanea di foto e video, c’è la voglia di comunicare dei ragazzi e di condividere contenuti divertenti e personali che solitamente fanno riferimento alla propria vita privata. Attrazione e uso sfrenato di tali strumenti però possono anche comportare un maggior rischio di sottovalutare certi pericoli.


Attrazione e rischio

L’illusione che i destinatari possano fruire del contenuto pubblicato per un tempo limitato e la possibilità di scegliere gli amici a cui inviarlo, porta molti adolescenti ad utilizzare queste funzioni, inviando il materiale più svariato in maniera più immediata e meno pensata perché vengono sottovalutate maggiormente le conseguenze visto che è un qualcosa che non rimane (a detta loro) in maniera permanente nella rete.

I ragazzi sono portati a pubblicare anche foto o video che non avrebbero in altri casi condiviso sui social network, perché “tanto poi si cancella”, a partire dalle informazioni sulla loro vita privata, dove vivono e i luoghi che frequentano, a selfie intimi ed estremi, fino a contenuti più trasgressivi e violenti, esponendosi al giudizio degli altri e al rischio di diffusione di tale materiale.

Sebbene i contenuti si autocancellino, bisogna ricordare che ci sono diversi modi per catturarli prima che questo accada, come ad esempio, utilizzare applicazioni specifiche che permettono di recuperare le immagini o fare uno screenshot e salvare la foto; infatti, nonostante il mittente riceva una notifica a riguardo, l’immagine potrà comunque continuare a circolare.

Condividere uno scatto o un filmato online significa renderlo pubblico, anche quando i destinatari sono un numero limitato, perché può accadere, infatti, che questo materiale venga preso e diffuso, spesso senza il consenso di chi lo aveva originariamente prodotto.


La ricerca spasmodica di like e popolarità, la possibilità di crearsi un’identità online, il bisogno di sentirsi importante e ricevere riconoscimento dagli altri, spinge i ragazzi ad usufruire di queste funzioni di tendenza e, disinibiti dal fatto che il materiale si autodistrugge, ad aumentare la condivisione di materiale personale sui social, a volte senza considerare i rischi che possono nascondersi dietro questa esposizione.


 Redazione AdoleScienza.it