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Tablet e smartphone possono influenzare lo sviluppo del linguaggio?


Tantissimi ormai i bambini, anche molto piccoli, che trascorrono troppo tempo con tablet e dispositivi elettronici in mano. Già dai sei mesi, infatti, sono in grado di cliccare su ogni dispositivo touch screen, quasi ipnotizzati dagli schermi, e spesso sono soli, senza mamma e papà a controllare. Tutto questo, però, sembra poter influenzare negativamente lo sviluppo del linguaggio.


Smartphone e tablet ritardano il momento in cui il bambino comincerà a parlare?

Sembrerebbe proprio di sì. È quanto emerso in una ricerca canadese, condotta all’Hospital for Sick Children di Toronto e presentata al Pediatric Academic Societies Meeting 2017. L’età più a rischio sembra essere quella compresa tra i 6 mesi e i 2 anni. Più aumenta il tempo trascorso a giocherellare con smartphone, tablet e giochi elettronici, più aumenta il rischio di ritardi nello sviluppo del linguaggio.

Normalmente i bimbi tra i due e i tre anni d’età dovrebbero essere in grado di articolare almeno una ridotta gamma di parole comprensibili, ma coloro che sono stati più precocemente e frequentemente sposti ai diversi dispositivi tecnologici sembrano incontrare qualche difficoltà in più.

Tablet e linguaggio

Dall’analisi dei dati raccolti su un campione di circa 900 bambini di età compresa tra i sei mesi e i due anni compiuti è emerso che un utilizzo precoce di device mobili si associa a scarse abilità nello sviluppo del linguaggio. Ben il 20% dei piccoli trascorreva almeno 28 minuti al giorno davanti a uno schermo luminoso; all’aumentare del tempo passato con un tablet in mano, la probabilità di riscontrare ritardi nell’apprendimento della lingua materna aumenta, fino al 49% di possibilità in più.

Occorrono sicuramente approfondimenti ulteriori per comprendere al meglio le ragioni che si celano dietro l’impatto esercitato da questi device sulle facoltà espressive dei bambini. Senza demonizzarne l’utilizzo, che va sempre calibrato, contestualizzato e accompagnato dalla presenza e dalla mediazione dell’adulto,  i pediatri sconsigliano comunque un utilizzo di tabelt o smartphone fino al compimento dei primi 18 mesi di vita.

Redazione AdoleScienza

 

 

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