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Tecnologici fin dalla nascita? Il rischio è il blocco delle emozioni


I bambini, sin dalla nascita, si ritrovano totalmente circondati dagli strumenti tecnologici e ormai iniziano sin da piccolissimi a digitare i tasti di smartphone e tablet tanto che, negli ultimi anni, si è abbassata di molto l’età del primo contatto alla rete.

Parliamo di oltre 3 adolescenti su 10 che hanno avuto modo di utilizzare uno smartphone già a partire dai 2 anni, con la possibilità di accedere ad internet e alle applicazioni del telefono (Dati Osservatorio Nazionale Adolescenza).

Un bambino piccolo con lo sguardo fisso davanti ad uno schermo a giocare o a guardare video su YouTube, senza interagire con i coetanei o con gli adulti, verrà facilmente assorbito da quello che sta vedendo o facendo tanto da estraniarsi, come se fosse anestetizzato: infatti, ormai tablet e telefoni sono diventati i nuovi ciucci digitali, in grado di placare qualsiasi capriccio dei bambini e tenerli buoni.

Bisogna però fare attenzione perché, se si normalizza troppo questa invasione tecnologica, si rischia di intaccare il consolidamento nei piccoli di quei confini psichici che non gli permetteranno di proteggersi dai pericoli e di sviluppare tutta una serie di competenze sociali.

Da un recente studio dell’University of the Sunshine Coast in Australia (http://www.abc.net.au/news/2017-09-26/screen-time-could-hamper-ability-to-read-facial-emotions-study/8987512), è emerso che i bambini che trascorrono la maggior parte del tempo davanti ad uno schermo, quindi ad un dispositivo bidimensionale, a navigare sui social media, tendono a sviluppare minori capacità di riconoscere le emozioni nei volti degli altri, minori abilità sociali e a costruire poche amicizie di qualità. Un tempo eccessivo davanti agli schermi durante l’infanzia, a discapito di attività meno strutturate come il gioco libero, dunque, ha tutta una serie di conseguenze negative.

Come comportarsi?

Non si tratta di demonizzare la tecnologia, anzi, se usata correttamente, può offrirci tutta una serie di vantaggi ma bisogna sicuramente considerare che, se si vuole fare prevenzione, bisogna partire dai primi anni di vita.

È necessario che gli adulti forniscano ai bambini quegli strumenti che gli consentono di sfruttare le risorse della tecnologia, senza però esagerare e senza mettersi in pericolo, attraverso il buon esempio, il monitoraggio costante e stabilendo confini e regole, per evitare un uso totalitario, mantenendo un equilibrio tra le attività digitali e quelle di interazione sociale.

I genitori dovrebbero sempre cercare occasioni nuove per far socializzare i bambini, farli giocare all’aria aperta per non perdere di vista l’importanza dell’interazione faccia a faccia. Quando si parla con i figli, inoltre, bisogna guardarli negli occhi perché quando loro stanno con il tablet o lo smartphone, perdono quel contatto e rischiano di venire meno tutte quelle abilità sociali importanti, come l’empatia, la capacità di comprendere le emozioni, il senso di sé e dell’altro.

Redazione AdoleScienza.it