smartphone child 2

TikTok non è un social per bambini


TikTok è una delle applicazioni più scaricate da bambini e ragazzi, ma non è un social per bambini, come purtroppo troppi genitori credono.

È vero che visto da fuori, per i bambini può essere letto come un gioco divertente, ma nasconde in sé tutti i rischi e i pericoli dei social network.

Si tratta di una piattaforma di video-sharing che permette di registrare e condividere dei video molto brevi, la cui durata può oscillare tra i 15 e i 60 secondi.

I filmati che vanno per la maggiore sono quelli in cui si canta in playback e si mimano, attraverso gesti e movimenti del corpo, le canzoni più popolari. Dopo essersi esibiti, i tiktokers, si cimentano nel montaggio delle varie parti, utilizzando i vari effetti, soprattutto usano i filtri presenti nella app per cercare di eliminare i vari “difetti” e ottenere il video perfetto, quello che, a detta loro, è in grado di ottenere il numero maggiore di condivisioni, commenti e like.

È vero che visto da fuori, per i bambini può essere letto come un gioco divertente.

Ci sono migliaia di baby tiktokers che ridono, si sperimentano e si divertono, però, cari mamme, papà e insegnanti, nasconde in sé tutti i rischi e i pericoli degli altri social network.

È uno spazio virtuale dove ci sono troppi minori reali, anche piccolissimi, insieme a milioni di adolescenti e di adulti, con i quali hanno possibilità di interagire e di visionare i loro contenuti.

Il problema è che, autorizzati dai genitori, tantissimi bambini trascorrono le loro giornate a farsi video e a pubblicarli nella vetrina social. E, quando non sono in rete, pensano e programmano a quello che possono fare per creare il nuovo video. Il cervello non stacca, anche quando si è offline, il cervello è online. Non accade solo ai più piccoli, è un problema globale.

A 7,8,9 anni, tanti anche prima, sono già incastrati nella perversa macchina dei like e dei followers. Pesano le persone in base ai like, l’autostima sale in funzione dell’indice di gradimento dei seguaci, ragionano in funzione di ciò che dovranno pubblicare.

Le azioni diventano mediate da uno smartphone, i genitori approvano tutto questo, e se non lo approvano, i figli lo fanno di nascosto. Tanti adulti si sentono incastrati nella morsa del “può essere mia figlia o mio figlio l’unico a non avere lo smartphone o WhatsApp o Tik Tok?”. “Ho paura che lo discriminino se non si adegua ai tempi!”.

Ciò che mi lascia veramente perplessa è che……………………………………………………….

Clicca sul link per continuare a leggere tutto l’articolo sul Magazine Family Health pubblicato il 10 settembre 2019:

http://magazine.familyhealth.it/2019/09/10/tiktok-non-un-social-bambini/