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Tutti pazzi per Tinder


Che cos’è Tinder?

Tinder é un’App per incontri nata in America, durante un party studentesco, ad opera di 3 giovani intraprendenti, Sean Rad, Justin Mateen e Jonathan Badeen.

La startup, consiste in una piattaforma virtuale, all’interno della quale, persone che non si conoscono, possono entrare facilmente in contatto tra di loro. Si tratta di un vero e proprio fenomeno che, in pochissimo tempo, ha riscosso un successo planetario e, attualmente, si trova tradotto in 24 lingue e ogni giorno viene utilizzata da milioni di persone. La traduzione letterale è “fiammella” oppure “esca”, proprio ad indicare la facilità con la quale può scattare la “scintilla” tra persone sconosciute.

Come funziona?

Sono sufficienti poche e semplici mosse. Viene scaricata sul proprio smartphone l’applicazione e, attraverso l’account di Facebook, è possibile effettuare l’accesso. Il meccanismo alla base della startup è quello di combinare i propri dati presenti sul profilo di Fb con quelli degli altri, in modo tale da individuare affinità e interessi comuni. Il gps, a partire dalla geolocalizzazione, traccerà una sorta di area e individuerà gli altri utenti connessi in quella zona.

A questo punto comparirà sulla schermata un album fotografico, dove sarà possibile far scorrere e visionare i diversi profili. Ad ogni iscritto viene data la possibilità, in poche righe, di fare una breve presentazione di sé ed inserire sei fotografie, oltre a quella del profilo. Se con il dito si scorre verso destra, cliccando sul cuoricino verde, significa che la persona mi interessa, se si striscia verso sinistra, la scintilla non è scattata e si elimina la possibilità di conoscere quella persona. Per poter iniziare una chat privata con la persona interessata, è necessario che avvenga il cosiddetto match, ovvero che il “mi piace” sia reciproco, solo allora, comparirà la schermata bianca e la conversazione avrà inizio.

Una delle domande più diffuse negli scambi iniziali è “tu cosa cerchi su Tinder?” In questo modo si scoprono le carte e si cerca di capire le intenzioni dell’altro sin da subito. Differenti sono i motivi che spingono ad iscriversi a questa app dating: sentirsi soli, fare nuove amicizie, passare il tempo, cercare una relazione sentimentale oppure limitarsi ad incontri di natura sessuale.

Quali sono i rischi?

Tinder ha rivoluzionato drasticamente le dinamiche relazionali, l’approccio iniziale del corteggiamento e le modalità di conoscere nuove persone. Il concetto di attesa e di conquista, inevitabilmente, si perde. In un lasso brevissimo di tempo, la nostra mente si trova a dover sintetizzare una serie di informazioni sia sull’ aspetto fisico della persona, sia sulla sua descrizione, che porterà, in una manciata di secondi, alla scelta o all’eliminazione. Tutto viene vissuto come un gioco, anche se ci si mette in gioco ben poco. Dietro ad uno schermo, tutto è più semplice, così come accettare un rifiuto. L’essere ricambiato e il ricevere mi piace da più persone, invece, alimenta la propria autostima e permette di sperimentare una gratificazione immediata.

Soprattutto nelle grandi città, dove i ritmi sonno incalzanti, Tinder appare l’ancora di salvezza per poter ancora instaurare dei legami, anche se ciò che ne consegue sono una serie di relazioni “liquide”, superficiali e nate per lo più per colmare un vuoto, noia e solitudine oppure per trovare divertimento senza impegno. Questo meccanismo rischia di non valorizzare l’unicità di ogni persona ma di rendere tutto tristemente uguale e facilmente rimpiazzabile. In qualsiasi giorno, a qualsiasi ora, sei sicuro che su Tinder qualcuno troverai, ma siamo sicuri che abbiamo davvero bisogno di questo?

Redazione AdoleScienza.it