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Un messaggio al volante uccide più dell’alcol


Fino a qualche anno fa, era l’alcol a rappresentare la prima causa di morte per incidente stradale tra i giovani. Oggi, nell’era digitale, sembra che non sia più così. Non si muore più soltanto per aver alzato il gomito prima di mettersi al volante ma “semplicemente” per aver inviato o letto un sms di troppo.

“Un sms mentre guida e uccide il pedone” Il Messaggero, marzo 2014

“Sfigurata a 20 anni dopo un incidente in auto: mandava sms alla guida” Leggo, novembre 2014

“Scrive un sms al volante e ha un incidente mortale” Il Tempo, aprile 2013

Un gesto banale che è entrato a far parte della nostra quotidianità ma che, se effettuato durante la guida, tra un errore del t9 e la marcia da cambiare, può diventare un pericolo per la propria vita e quella degli altri, una distrazione che può causare con estrema facilità la morte.

I dati emersi da alcuni studi riportano numeri a dir poco allarmanti. Una ricerca del Cohen Children’s Medical Center di New York (Bailin et al., 2013) ha evidenziato che l’abitudine ad inviare sms alla guida provoca ogni anno la morte di oltre 3mila ragazzi e ne ferisce almeno altri 300mila. I giovani che mettono in atto questo comportamento a rischio sono circa il 50% del totale. È risultato che l’utilizzo dello smartphone uccide molto più della guida in stato di ebbrezza che causa invece 2.700 morti e 282 feriti l’anno.

Un’altra ricerca, condotta dal National Institutes of Health e dalla Virginia Tech (Klauer et al., 2014), dopo aver indagato attraverso strumentazioni il comportamento di 150 persone alla guida, ha rilevato che la possibilità dei giovani guidatori di essere coinvolti in un incidente o di sfiorarlo cresce di otto volte quando digitano sulla tastiera dello smartphone.

Una negligenza che può costare troppo cara. Il problema ovviamente si estende anche nel nostro Paese. Secondo il rapporto Istat del 2012 sugli incidenti stradali (http://www.istat.it/it/files/2013/11/incidenti_stradali_anno-2012_def.pdf), la distrazione è la prima causa di incidenti con feriti in Italia (16,6% del totale), superando anche la velocità elevata (11,2%).

Si è consapevoli del pericolo?

Dagli studi è emerso che la maggior parte delle persone riconosce il livello di distrazione che comporta il prendere in mano il telefono al volante, tuttavia, i dati descrivono un quadro allarmante in cui si mette comunque in atto questa condotta pericolosa ignorando le possibili conseguenze.

Perché si rischia così tanto?

– Un comportamento abituale come l’utilizzo dello smartphone rientra così tanto nella routine quotidiana che si cade in uno stato di dipendenza per cui non si riesce proprio a rimandare la lettura o l’invio di un sms o la condivisione di un post sui social.

– Si rischia più dell’alcol: gli esperti spiegano che bere alcolici rappresenta un comportamento meno ordinario dell’usare il cellulare alla guida che, proprio perché è una condotta automatica, non ne viene considerata la gravità.

– Gli adolescenti, in particolare, attraversano una fase in cui tendono a sottovalutare le conseguenze di certi comportamenti poiché hanno una diversa percezione della loro pericolosità. Si tratta del cosiddetto ottimismo irrealistico (Cicognani e Zani, 1999), fenomeno che li porta a pensare che gli eventi negativi abbiano una minore probabilità di accadere a se stessi rispetto a quanto possa accadere agli altri.

– Infine, se ci guardiamo intorno ci accorgiamo che gli adulti sono i primi a dare un esempio sbagliato ai ragazzi nell’uso spasmodico del telefono mentre si guida; un modello di comportamento che rischia di essere tramandato con incoscienza.

E’ necessario dunque riflettere sulle conseguenze delle azioni, soprattutto di quelle più semplici e automatiche. La distrazione alla guida per l’uso dello smartphone, l’ansia di non saper attendere l’arrivo a destinazione, rischia di diventare troppo pericolosa per ragazzi e adulti, fino a costare la vita.

Redazione AdoleScienza.it

Riferimenti Bibliografici

Bailin A., Adesman A., Sunday S.R. (2013). Texting While Driving Among High School Students in the United States: Analysis of 2011 Data From the National Youth Risk Behavior Survey (YRBS). Journal of Adolescent Health, 52(2): S85-S86.

Cicognani E., Zani B. (1999). La salute “a rischio” in adolescenza: il fenomeno dell’ottimismo irrealistico. Psicologia Clinica dello Sviluppo, 1: 81-100.

Klauer S.G., Guo F., Simons-Morton B.G., Ouimet M.C., Lee S.E., Dingus T.A. (2014). Distracted driving and risk of road crashes among novice and experienced drivers. New England Journal of Medicine, 370(1): 54-59.