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Wattpad: l’app che attrae gli adolescenti e spaventa i genitori


Gli adolescenti utilizzano app e social network di ogni tipo, per comunicare, interagire, ascoltare musica e studiare. Nei tempi in cui si sfogliano sempre meno riviste e libri cartacei, dove i giovani vengono additati come coloro che leggono poco, si diffondono social network, in cui proprio loro si cimentano nella scrittura e nella lettura di storie, come Wattpad, seguito da oltre 50mila utenti.

Si tratta di una app, dove tantissimi ragazzi utilizzano le pagine bianche virtuali per riempirle di pensieri, per condividere le loro storie e inventare racconti, suddivisi in diversi episodi, il tutto tramite lo schermo di uno smartphone. È una delle app più usate tra gli adolescenti, in particolare le ragazze, che si sta espandendo in tutto il mondo, riscuotendo grande successo anche in Italia.

Ma, come tutti i social network, cela al suo interno un lato oscuro e un mondo sommerso, che allarma, e non poco, i tantissimi genitori che scoprono Wattpad quasi per caso, più che altro incuriositi dall’app di colore arancione che calamita per ore i propri figli, e si ritrovano invece di fronte a contenuti a cui non erano preparati, su una piattaforma apparentemente innocua.

Perché i ragazzi sono così attratti da questa app?

Una volta registrati, si ha la possibilità di leggere le storie scritte dagli altri e, allo stesso tempo, di scrivere racconti, condividere foto, informazioni personali e file di ogni tipo. Wattpad permette di mantenere l’anonimato, attraverso l’utilizzo di un nickname, di interagire e di esprimersi liberamente e di pubblicare ciò che si vuole, ricevere feedback e connettersi con altri scrittori e lettori.

Gli adolescenti sono spinti dal bisogno di sfogarsi, di raccontarsi, di pubblicare la loro storia o le loro fantasie, all’interno di uno spazio libero, non filtrato, lontano dagli occhi degli adulti, in cui si condividono interessi, aspirazioni e comportamenti comuni. Chi legge, ha la curiosità di sapere come finisce un racconto, trovare risposte e consigli ai propri problemi oppure è mosso dal bisogno di identificarsi con i protagonisti delle storie. Nei racconti sono soprattutto trattate tematiche adolescenziali, come l’amore, l’amicizia, il sesso, la scuola, le paure e i conflitti, fino al racconto di esperienze di disagio e di malessere

Quali sono i rischi?

Sebbene tutti i social network presentino accortezze e linee guida per cercare di tutelare i più giovani, come il limite di età, il divieto di pubblicare contenuti relativi alla violenza, al sesso, all’autolesionismo, alla promozione di disturbi alimentari, i ragazzi riescono ad arginare gli ostacoli e trovare delle alternative per non farsi scovare, per cui bisogna stare sempre in allerta.

Gli adolescenti utilizzano spesso app e social meno conosciuti agli adulti, dietro i quali rifugiarsi e sentirsi liberi di mostrarsi, di venire a contatto con contenuti che li incuriosiscono e che, in alcuni casi, possono anche rispecchiare il proprio disagio interiore.

I racconti di per sé hanno un impatto molto forte su chi legge, ancora di più di una semplice fotografia, come magari succede su altri social network: sarà per la presenza dei dettagli della storia, per la coloritura emotiva che riesce a trasmettere e per la forza dei contenuti, ma riesce sicuramente a toccare corde diverse e, per tale ragione, è più facile identificarsi e trovare spazi di condivisione con altre persone. Infatti, si crea una vera e propria comunità online, in cui i ragazzi che scrivono e che leggono le storie interagiscono moltissimo tra loro: ogni racconto riceve dei commenti, in cui spesso si leggono testimonianze, a partire dalla propria storia e dalle proprie esperienze di vita.

Si possono leggere storie di ragazzi che si sentono soli, che hanno subito violenza, bullismo e cyberbullismo, che arrivano a farsi intenzionalmente del male e a pensare anche al suicidio, come ultima soluzione ai loro problemi.

I social network, le app, i siti diventano così la vetrina attraverso la quale è possibile vedere in maniera esplicita il mondo interno di tanti ragazzi, che si ritrovano soli, senza un riferimento, che utilizzano certi strumenti anche per esprimere il proprio malessere e che nascondono una richiesta di aiuto dietro un #, una storia, un libro, dei filmati o delle immagini.

Troppo spesso queste piattaforme sono dei veri e propri rifugi virtuali e gli adolescenti che vengono a contatto con certi contenuti, in una fase di sviluppo in cui non hanno ancora sviluppato una capacità critica, possono non essere in grado di filtrare, per cui sono potenzialmente a rischio di essere invasi da certi argomenti e tematiche.


È importante dunque che i genitori conoscano opportunità e rischi delle varie app e l’uso che fanno i figli dello smartphone, poiché i ragazzi hanno bisogno di essere educati sin da piccoli e di avere una guida che, in maniera consapevole, li accompagni nei meandri della rete e possa fungere da filtro, rispetto ai numerosi contenuti che si possono incontrare nel Web.


Osservatorio Nazionale Adolescenza